Apriamo bene le orecchie, così leggiamo un bel libro

Apriamo bene le orecchie, così leggiamo un bel libro
di Eleonora Leila MOSCARA
6 Minuti di Lettura
Lunedì 15 Agosto 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 08:39

Estate, musica per le nostre orecchie. Ma non solo musica. Nell’estate 2022 (e nel gioco di parole), ci è concesso trovare anche libri, inchieste, notizie, trasmissioni radiofoniche, fino alle creazioni più strane e inaspettate… per le nostre orecchie. Oggi qualsiasi cosa è audible, ascoltabile, udibile, sonora, accessibile in qualsiasi lingua, in qualsiasi momento della giornata e qualsiasi cosa si stia facendo in quel preciso istante. Estate, un momento ideale per ricrearsi, per viaggiare, per leggere e per ascoltare un podcast, magari sotto l’ombrellone, ora che questo strumento trova la sua espressione maggiore. Risultato questo di un lockdown che ci ha visto costretti all’isolamento, alla reinvenzione, al ricercare sempre più fonti di distrazione online. Momento in cui il podcast si è ampliato a dismisura e, malgrado la tragicità, il mondo ha cercato di migliorare e la digitalizzazione ha trovato il suo sfogo più creativo, forse più alto. Senza tuttavia togliere nulla al sapore antico della lettura.
Sebbene il podcast viva la sua epoca d’oro e registri, infatti, numeri di ascoltatori altissimi, una parte di utenti è restia a questo tipo di fruizione. La lettura resta una questione soggettiva e i dati raccontano di una crescita delle vendite di libri cartacei dal 2021 al 2022, con una flessione degli e-book e una crescita rilevante dell’audio. Questo significa che la carta non scomparirà. «Non vedo i podcast e i libri come concorrenti e, anche i dati ai quali ho avuto accesso, mi sembrano confermare che chi ascolta non necessariamente rinuncia a un libro – dice Antonia Laterza, responsabile della comunicazione ed Editor Junior della Editori Laterza -. Il podcast è un mezzo estremamente adatto al tempo che viviamo: flessibile, rapido, portatile, intimo. Conosco molte persone che hanno riscoperto il piacere della storia, della filosofia o della letteratura grazie ai podcast e si sono avvicinati ai libri. Sempre più autori sono interessati a realizzarli ed è per questo che con Editori Laterza, ci stiamo attrezzando per produrre prodotti audio di alta qualità e originalità». Nella casa editrice Editori Laterza, Antonia Laterza ha seguito in prima persona i progetti di podcast come Mystery Train, sulla storia del treno nella cultura americana e i diversi podcast di storia, tra cui “Radar. Conversazioni per orientarsi nel presente”.


Daniele Rielli, scrittore di origini altoatesine e salentine, è autore del podcast PDR nel quale intervista personaggi della cultura, dello spettacolo, del mondo della scienza e dello sport: «Gli audiolibri funzionano solo se interpretati da grandi attori, in grado di dare nuova identità al contenuto – dice - l podcast, invece, trovo che sia utile per fare degli approfondimenti anche informali tipici dello stile di intrattenimento americano, in cui puoi ascoltare dialoghi lunghi e dettagliati senza limiti di tempo, ma soprattutto in maniera confidenziale e rilassata». Lo stand up comedian Saverio Raimondo, vincitore del premio Miglior Podcast del Festival Sentieri e Pensieri per il suo esilarante podcast medical-comedy intitolato “Da uno bravo”, lo considera «uno strumento di intimità con l’ascoltatore, un modo di rivolgersi quasi personale, simile a quando dal vivo riesco a guardare negli occhi al pubblico. Con il podcast riesco a parlargli nelle orecchie».


Ma quando è nato davvero questo incredibile strumento di fruizione della cultura? Perché il boom adesso? Secondo il professore Luigi Spedicato, sociologo della Comunicazione dell’Università del Salento, «il podcast affonda le sue radici, per chi ha la fortuna di ricordarlo, nelle fiabe ascoltabili su disco, poi su cassetta, poi su dvd, ma la sua natura cambia già agli inizi del 2010, prima di quel momento questo strumento rappresentava unicamente un prolungamento della vita dei testi scritti – sottolinea il docente-. Nella seconda fase della vita di questo strumento subentra il criterio di asincronicità e cioè, i prodotti nati per la radio potevano essere fruiti anche in un secondo momento. La rivoluzione arriva quando si cominciano a produrre prodotti originali finalizzati solo ai podcast e l’utente diventa proattivo e produttivo. Viene invitato a cercare il podcast preferito, a costruirsi il suo palinsesto e il suo tempo. Un’attività che ha avuto il suo boom durante la pandemia quando, passavamo ore incollati a un device elettronico per studiare, insegnare, avere notizie, seguire le nostre passioni, stare in contatto con amici». Per Luca Brindisino, alias La Penna Verde, esperto di copywriting e contenuti editoriali, attivo nel settore radio e podcasting sostiene invece che il boom sia antecedente alla pandemia e che quest’ultima abbia «soltanto contribuito a rendere maggiormente evidenti delle abitudini di consumo mediale che già erano in evoluzione. Pensiamo a quante note vocali ascoltiamo o registriamo ogni giorno –riflette - i contenuti audio sono ormai parte della nostra quotidianità. Ecco allora che il podcast diventa il re del tempo “recuperato”, un tempo nel quale l’attività fisica svolge dei compiti non totalizzanti. Uno strumento innovativo che ha un ruolo sempre più centrale nella nostra dieta mediale e potrebbe restituirci, oltre al famoso tempo, anche la capacità di creare attraverso il racconto, mondi e contesti tutti nostri. Un potere immaginifico che l’audiovisivo aveva un po’ monopolizzato».


Sulla fruizione della lettura attraverso l’ascolto diverso è il punto di vista della scrittrice leccese Luisa Ruggio e della casa editrice Besa: «Il podcast non è il sostituto di un piacere preferibile a tutto, quale la lettura – dichiara la scrittrice - non può sostituire ciò che accade nella coscienza quando si legge. La mia casa editrice che è la Besa Muci non utilizza il podcast, né io lo chiedo o lo desidero. Preferisco sempre il cartaceo, anche se ci sono dei podcast di alcuni dei miei racconti».
In rete si trovano moltissime rubriche di consigli sui podcast da ascoltare, proviamo a darne qualcuno anche noi per chi è alle prese per la prima volta con la nostra terra. Il profilo Salento Guide Turistiche offre delle pillole che raccontano il Salento, luoghi e leggende più segrete: “Ferdinandu e Arcu te Pratu”, “Li massi te la vecchia” sono solo alcuni degli episodi disponibili on demand. Interessante anche la raccolta di Nonsolocimedirapa, un programma che ha come base di discussione una ricetta regionale pugliese per ogni puntata e un vino abbinato. The Big Gay Podcast from Puglia, invece, raccoglie una serie di consigli in inglese dedicati al turismo Lgbtq nella nostra regione, una guida completa ed inclusiva alle migliori spiagge, luoghi di tendenza, paesaggi storici. Per quanto riguarda la musica, l’esperto Brindisino consiglia R&D Vibes, un programma del palinsesto di Radio Sonar, precedentemente su Radio Popolare Salento-Popolare che diffonde un reggae attento alle sonorità della musica elettronica. E infine Blister, a cura della pugliese Giovina Caldarulo, un ciclo di pillole culturali per non partorire stereotipi sulle donne, attraverso storia, arte e letteratura.

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