Uno Maggio a Taranto, nessun concertone in streaming ma un docufilm: «Con il coronavirus l'umanità ora vive il nostro dramma»

Mercoledì 29 Aprile 2020 di Silvia Natella
Uno Maggio a Taranto, nessun concertone in streaming ma un docufilm: «Con il coronavirus l'umanità ora vive il nostro dramma»
Nessun concertone e nessuno streaming per l'Uno Maggio a Taranto, ma un docufilm che racconta la realtà della città. L'importante è far "rumore", ancora una volta, anche senza calcare il palcoscenico, affinché la manifestazione continui a dare voce ai cittadini. Ne sono convinti i membri del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, insieme ai direttori artistici dell’evento, Roy Paci, Michele Riondino e Diodato. Proprio quest'ultimo ha dedicato la vittoria del Festival di Sanremo a Taranto, la sua città, cantando una canzone che si intitola  "Rumore". 

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«Quest’anno era importantissimo non rimanere in silenzio, ma non ci sembrava una buona idea fare uno streaming come se ne sono visti tanti», ha detto Diodato nel corso della conferenza stampa in diretta web. In collegamento anche Michele Riondino, Roy Paci e gli organizzatori di un evento che negli ultimi anni è diventato un prestigioso appuntamento musicale. L'edizione non si ferma, nonostante il coronavirus, ma si trasforma per riportare l'attenzione sulla piaga ambientale e sanitaria che affligge Taranto da anni. 

Il docufilm "Liberi e Pensanti - Uno Maggio Taranto", per la regia di Giorgio Testi, Francesco Zippel, Fabrizio Fichera, andrà in onda su La7 in maniera integrale dopo "Propaganda Live" nella serata del primo maggio. Il ricavato dell'iniziativa sarà devoluto a sostegno dei progetti di Emergency. 

«Abbiamo ideato - continua Diodato - un contenuto che possa rimanere nel tempo, un docu-film con la partecipazione di tanti amici artisti, alcuni che si sono esibiti più volte sul nostro palco, altri che l'avrebbero calcato per la prima volta. È importante la loro partecipazione, in questo modo i tarantini si sentono meno soli».
«Vecchi amici come Vinicio Capossela, Piero Pelù, Samuel dei Subsonica», ha aggiunto Roy Paci annunciando i partecipanti al progetto. Tra gli artisti intervenuti, ci sono anche Elio Germano, Carolina Crescentini, Zerocalcare, Ghemon, Brunori Sas, Manuel Agnelli, Rodrigo D’Erasmo, Niccolò Fabi, Negramaro, Elisa, Coma_Cose, Mama Marjas, Gabriella Martinelli, Fabio Rondanini.

Nel racconto audiovisivo ci saranno i contributi artistici, ma soprattutto interviste e testimonianze come quella di un operaio dello stabilimento Ilva, Raffaele Cataldi, che ha ricordato che le restrizioni che oggi vive tutta Italia, a Taranto nei giorni di vento sono la normalità. «I nostri figli non vanno a scuola, non possono giocare - ha ricordato - Il problema è che per il coronavirus ancora non c'è una soluzione, per la fabbrica sì... Noi continueremo nel nostro percorso, le strade le tentiamo tutte, ma si continua a morire».

«Conosciamo bene - spiega Michele Riondino - la paura di andare al lavoro e di contrarre la malattia, il dramma di una famiglia che perde i propri cari a causa di quella malattia, la lotta tra il diritto a vivere una vita normale e quello al lavoro. È un ricatto occupazionale che permette a un sistema produttivo di fare profitto sulla mancanza della salute. Tutto questo noi tarantini lo viviamo da anni. L’attualità di oggi riporta questo damma tarantino su scala mondiale. L’umanità vive il dramma che Taranto vive da decenni. La politica parla oggi un linguaggio che noi da questo palco abbiamo gridato da anni».

L'idea del docufilm è nata dall'esigenza di continuare a veicolare questo messaggio. «La bellezza dell'Uno Maggio Taranto - continua l'attore - è la partecipazione. Gli attivisti sono i veri protagonisti della manifestazione, gli artisti sono il contorno, il megafono, un intermezzo simpatico tra un discorso politico e l’altro. La musica non è protagonista, non lo è mai stata». Michele Riondino poi si sofferma sulle difficoltà vissute dai lavoratori dello spettacolo in seguito al lockdown: «Siamo molto penalizzati e dimenticati, ma siamo sempre i primi a essere chiamati per offrire il nostro contributo a titolo gratuito».

Infine il ringraziamento di Gino Strada, fondatore di Emergency: «Oggi la battaglia per un mondo vivibile è fondamentale. Siamo impegnati a combattere altri virus, non solo il coronavirus. E mi dispiace che dalla politica non arrivi alcun rammarico per aver ridotto la nostra sanità a merce fruibile da chi ha i soldi. Il prezzo si paga in termini di salute. E noi sosteniamo fino in fondo l'iniziativa tarantina. Dispiace che non si possa essere tutti insieme, ma lo spirito c’è». 




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