Uno Maggio Taranto, il "controconcerto" torna con un super cast da Morandi a Meta. Diodato, Roy Paci e Riondino: «Facciamo politica»

La manifestazione promossa dai tre artisti torna dopo due anni di pandemia per la tutela del lavoratore e dell'ambiente. Sul palco attivisti come Cecilia Strada e musicisti da Giovanni Truppi a Cosmo e The Zen Circus

Martedì 12 Aprile 2022 di Silvia Natella
Uno Maggio Taranto, il "controconcerto" torna con un super cast da Morandi a Meta. Diodato, Roy Paci e Riondino: «Facciamo politica» (ufficio stampa)

 «Ci stiamo suonando addosso», così i direttori artistici dell’Uno Maggio Taranto Libero e Pensante descrivono la voglia e la gioia di tornare sul palco dopo due anni di pandemia. Antonio Diodato, Roy Paci, Michele Riondino non si sono mai fermati e hanno lavorato al fianco del Comitato Organizzatore affinché l’evento potesse tornare a essere un megafono per i lavoratori e la piazza uno strumento utile alla città e a tante realtà di lotta.

 

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Saranno loro ad aprire la manifestazione giunta all’VIII edizione nel suggestivo parco delle mura greche: «Quest’anno “Rumore” la voglio fare», spiega Diodato in conferenza stampa. Poi i tre lasceranno lo spazio ai conduttori Martina Martorano, Andrea Rivera, Serena Tarabini e a un cast ricco di artisti, primo fra tutti Gianni Morandi:  «Siamo felicissimi che ci sia perché è una leggenda della musica italiana e di una sensibilità pazzesca».

 

 

E poi ci saranno Ermal Meta, Giovanni Caccamo, Gaia, Giovanni Truppi, Francesco Forni, The Niro, Med Free Orkestra + Fabrizio Bosso e Chiara Galiazzo. Nessun anticipo di scaletta, ma tante sorprese e momenti dal ritmo assicurato con Don Ciccio e l’African Party, i 99 Posse, i Tre Allegri Ragazzi Morti + Cor Veleno, Margherita Vicario, Eugenio in via di Gioia. Sostenitori della causa da sempre, si esibiranno i The Zen Circus e poi i Calibro 35. Non mancheranno voci e suoni della Puglia con Erica Mou e i Terraròss. Da X Factor i Melancholia e N.A.I.P e per la prima volta su questo palco anche Cosmo. Non solo musicisti, ma anche attivisti (Cecilia Strada, No Tav, No Tap, Fridays for Future…) e personaggi eclettici dello spettacolo come Fabio Celenza e Andrea Pennacchi.

 

 

«Abbiamo dovuto dire dei no eccellenti, ma in futuro comprenderemo anche il 30 aprile», annuncia Riondino che ribadisce la posizione «ostinata e contraria» rispetto al concerto di Roma:  «I sindacati sono i primi a voler aumentare la produzione siderurgica a causa della guerra, qua anche livelli ridotti ammazzano i tarantini… Noi faremo politica, ma nessuno potrà fare campagna elettorale». In un clima di denuncia, tra la tutela del lavoratore e quella dell’ambiente, spazio anche a una nuova narrazione: «La città è passata da grigia a colorata e noi siamo noi stessi, liberi e senza sponsor», aggiunge Diodato, mentre per Roy Paci «questa esperienza ha aperto nuovi orizzonti». 

 

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