Ghali: «Il mio Sensazione Ultra dà voce alla nuova Italia che sgomita in cerca di spazio»

Venerdì 20 Maggio 2022 di Rita Vecchio

«Canta che ti passa, ma non passa mai e io sono ancora qui». Da strofa di canzone, a motto. Ed è ancora qui Ghali, nel suo mondo. Musicale, umano, autobiografico. Nel suo terzo disco “Sensazione Ultra” - in uscita oggi per Atlantic Warner/Sto Records - alza l’asticella (lo ripete spesso mentre racconta l’album), prendendosi una rivincita su “Dna” pubblicato alla vigilia del primo lockdown senza seguito dei live.


Allo storico, Ghali Amdouni - nato da genitori tunisini e cresciuto nel quartiere milanese di Baggio, classe 1993 - conta 45 dischi di platino e 13 dischi d’oro, skippando dalla musica alle sfilate di Gucci. I suoi riferimenti restano Michael Jackson e Stromae, e «la “nuova Italia” che sgomita per crearsi uno spazio. Sono fan della nuova generazione. Ho sempre pensato che l’Italia sia un covo di talenti. Ho voluto fare qui la cosa dei Dj». E commentando le sue trascorse collaborazioni artistiche, dice: «Fedez e Gue Pequeno avevano bisogno della mia energia. Quando, invece, ho iniziato io a fare la mia musica, la gente mi ha massacrato, anche con commenti razzisti». Nel disco, dalle sonorità funky e hip pop, producer come Merk & Kremont, London On The Track e Ronny J. Tracce dal respiro internazionale, con un lavoro sui suoni che fa capire che Ghali, a questo, tiene davvero.

 

 


Nato dopo il periodo di stop, ha strofe in arabo, in inglese, francese e italiano. Come in “Bravo”, «ego trip» con il beat di London On Da Track o in Wallah, usata da McDonald’s per la campagna pubblicitaria. La scaletta del disco si apre con “Bayna” prodotto da Rat Chopper in cui nella prima strofa in arabo c’è Med Guesmi, ragazzo tunisino «a cui avevamo proposto un contratto. È lui che mi ha parlato di arabo “bianco”, pop, comprensibile in tutti i paesi arabi. Il ragazzo è scappato, nonostante l’occasione di cambiare la propria vita». E poi i feat. con Marracash in “Free Solo”, traduzione di cosa vuol fare Ghali («lasciarmi andare completamente») dove si cita Salvini e «la figura di m…» con il viaggio in Polonia: «La strofa è di Marracash che racconta sempre la verità», dice facendo seguito alla frizione avuta in passato con il leader della Lega. Ci sono i feat con Madame “Pare”, brano sul bullismo in cui c’è la voce fantasma di Massimo Pericolo, con Digital Astro, Baby Gang. Su Sanremo, e sulla possibilità di andarci in gara (è stato ospite nel 2020) «sarebbe figo andarci con un pezzo in arabo». Il disco si chiude con Peter Parker, «Spider-Man prima di mettersi il costume. C’è nero e gay, ma non esiste un supereroe arabo. C’è Lanterna Verde, che però ha il potere di costruire le armi. Vorrei parlarne con Disney».

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