Francesco Monte, dopo passerelle e tv il debutto in musica: «Il mio sogno di bambino»

Martedì 28 Luglio 2020 di Donatella Aragozzini
Il canto di Francesco Monte, dopo passerelle e tv il debutto in musica: «Il mio sogno di bambino»
Una lunga carriera come modello, tanta televisione, dal trono di Uomini e donne al Gf Vip, qualche ruolo in fiction, come Furore 2 e Don Matteo, dopo aver studiato per sei anni di recitazione. Ma adesso Francesco Monte ha deciso di tentare una nuova avventura, pubblicando il suo primo singolo come cantante, Siamo già domani.

Quando è nata la passione per il canto?
«Da piccolo, ma quando cresci in una realtà del Sud, dove è difficile perfino trovare lavoro come cameriere, non sei abituato a sognare, ti avvicini a cose più pragmatiche. Infatti ho studiato Economia, per diventare broker. Dopo anni in questo ambiente ho però capito che, se tieni il focus sull'obiettivo che persegui, piano piano arrivi».

La decisione è arrivata dopo aver partecipato a Tale e Quale Show.
«Sì, quell'esperienza mi ha aiutato a prendere coraggio perché ho ricevuto complimenti anche da persone del settore. Il primo a dirmi che avrei dovuto iniziare a cantare è stato il Maestro Cotugno: mi ha chiamato per propormi un progetto ma in quel momento avevo un frullatore di cose in testa, mi ci sono voluti 6-7 mesi per metabolizzare».

Alla fine il disco è arrivato, frutto di una collaborazione non con Cotugno ma con due suoi conterranei, Luca Mele e Alex Grasso.
«Sì, con Luca durante il lockdown abbiamo messo nero su bianco tutte le idee che avevamo. La melodia è la mia, ma non mi definisco un cantautore, sono obiettivo e so di essere più la voce che la penna. Non mi riesco ancora nemmeno a definire un cantante: ho appena scoperto il potenziale della mia voce e Dada Loi, la mia coach a Tale e Quale, mi sta dando le linee-guida per coltivarlo, a cominciare dal lavoro di respirazione».

Ci sarà un album dopo questo singolo?
«Sì, stiamo lavorando già a delle cose. Intanto abbiamo girato il video di Siamo già domani, un road movie ambientato in Puglia diretto da Gianpiero Alicchia, regista barese che ha vinto il Globo d'oro. Non abbiamo solo l'Ilva, la nostra terra sta sfornando talenti: basti pensare a Emma, la Amoroso, Diodato...».

Si aspetta pregiudizi nei suoi confronti?
«Sì, certo, come sempre. Ma io, se prendo una strada, mi ci impegno, sfato i pregiudizi con i fatti. Dopo 10 anni sono arrivato a dire: sono contento se pensate male, almeno posso dimostrare che sbagliate».

La infastidisce che il suo nome sia spesso associato al gossip?
«Sì perché io delle mie cose non ho mai parlato. Ma, soprattutto, mi infastidisce essere giudicato sulla base di discorsi estrapolati dal loro contesto. In televisione mi è capitato in più di un'occasione di essere trattato non come una persona ma come un prodotto, come carne da macello, hanno “venduto” la notizia che vendeva di più. Anche per questo preferisco l'ambiente della musica alla televisione». Ultimo aggiornamento: 08:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA