Taranta, sul palco di Martano Chiriatti ne racconta le origini

Taranta, sul palco di Martano Chiriatti ne racconta le origini
di Fernando DURANTE
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Venerdì 26 Agosto 2022, 15:02 - Ultimo aggiornamento: 18:18

Venticinque anni fa, nove sindaci, che rappresentavano i nove comuni grichi dell’Unione dei comuni della Grecìa Salentina decisero di investire su tradizioni, cultura, lingua grica e musica. Un’idea balzana fu ritenuta, all’epoca. E’nata, in questo modo la Notte della Taranta. Era il 1998.

Ieri l'incontro con Chiriatti

Dalla nascita ai nostri giorni, un lungo excursus raccontato ieri da chi c'era. “Dovevamo risvegliare l’anima più profonda della popolazione grica attraverso l’antica tradizione fatta di musica e lingua, allo scopo di richiamare le attenzioni del turismo. Ma non sapevamo come realizzare quell’idea”, racconta Luigi Chiriatti, oggi direttore artistico dell’evento, nel corso dell'incontro che si è tenuto ieri sera prima dell'ultimo concerto itinerante, a Martano, in attesa del concdertone di domani.

Quell’idea, oggi organizzata dalla Fondazione “Notte della Taranta” in collaborazione con l’Istituto “Diego Carpitella”, è diventata un brand di caratura internazionale che richiama in Salento decine di migliaia di turisti. Ogni sera, nel corso della manifestazione itinerante sono state presenti “dalle 5 alle 7 mila persone”, aggiunge chiriatti. E’ diventato l’appuntamento popolare e più partecipato d’Europa. Sono numerosissimi gli appassionati di quell’infernale, antica danza, che affonda le radici nell’ancestrale pizzica, al ritmo dei tamburelli, ormai, diffusa in tutta Italia. Dai più grandi ai più piccoli partecipano alla danza, le piazze divengono veri e propri palcoscenici all’aperto. Ed ogni sera, sul palco, si alternano gruppi musicali, nati proprio per diffondere quelle antiche musiche risvegliate.

Il sindaco Tarantino

Il sindaco del paese grico, Fabio Tarantino, ha presentato il coro degli studenti dell’Istituto Istruzione Secondaria Superiore, “S.Trinchese”, “la scuola della Grecìa Salentina”, ha detto, che rappresentano il passaggio di testimone dalla vecchia alla nuova generazione di quella “memoria storica fatta di lingua, storia e tradizione di tutto il nostro territorio”. L’antica lingua che fu di Omero, è entrata a pieno titolo fra quelle canzoni riproposte ogni sera dai diversi gruppi musicali. A partire dalla dolcissima, “Matinata (Serenata)”, scritta e musicata dal più grande ricercatore, studioso ed appassionato di grico, che fu Vito Domanico Palumbo (1854/ 1918), di Calimera. Oggi, cantata in lingua da ogni complesso musicale e da numerosi noti cantanti presenti per il Concertone. Così come, in grico, sarà cantata sabato a Melpignano, nel corso del Concertone, la nota canzone Andramu Pai (Mio marito parte/emigra), di Franco Corlianò- Murghì (1948/2016), che sarà interpretata da Marco Mengoli. 

Il concertone

Nel corso delle varie edizioni del Concertone, su quel palco si sono succeduti maestri concertatori di fama mondiale. Da Copeland ad Ambrogio Sparagna, Goran Bregovic, da Sollima a Rafael Gualazzi, solo per citare alcuni. Nel corso degli anni, quell’orchestra ha calcato i palcoscenici di mezzo mondo. Ultima l’apertura della fiera internazionale di Dubai. Grazie a quella decisione, il territorio è diventato famoso e richiama turisti da tutto il mondo. E chi mai conosceva il Salento, ed ancor meno la Grecìa Salentia, fino a quel momento? Quell’idea “balzana” ha prodotto economia e notorietà in un territorio, e non solo, che, fino a quel momento, era ai margini del mondo conosciuto.

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