Manuel Agnelli tra capodanno, Fedez e tv: «A X Factor ho vinto io, non esistono solo le hit»

Domenica 27 Dicembre 2020 di Mattia Marzi
Musica, Manuel Agnelli tra capodanno, Fedez e tv: «A X Factor ho vinto io, non esistono solo le hit»

Dopo una pausa di riflessione di un anno è tornato a “X Factor” e ha fatto faville, trasformando la sua presenza tra i giudici del talent di Sky in una battaglia per dare lustro alle proposte musicali di nicchia che non guardano necessariamente all’hit parade. Arrivando pure allo scontro con i colleghi: su tutti Hell Raton, figlio dello streaming e con una visione del mercato totalmente diversa da chi, come il frontman di una band simbolo della scena alternativa italiana, è abituato a misurare il successo non sulla base dei numeri su Spotify ma delle teste sotto ai palchi. Mentre si prepara a un 2021 pieno di impegni - tra l’album solista, il nuovo disco degli Afterhours e, forse, un ritorno in Rai - Manuel Agnelli chiude il 2020 suonando, seppur su un palco virtuale: quello del Capodanno in streaming di Roma (la festa al Circo Massimo diventa quest’anno una maratona gratuita su culture.roma.it, battezzata Oltre Tutto, con le esibizioni di - tra gli altri - Gianna Nannini, Diodato e Elodie in luoghi esclusivi della Capitale).

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Si esibirà insieme al sodale Rodrigo D’Erasmo a Palazzo Braschi. Chi suona a Capodanno, suona tutto l’anno? «È quello che mi auguro. Per la musica dal vivo questo 2020 è stato un annus horribilis. Il pensiero va a tutti i lavoratori con difficoltà economiche. A loro dico: tenete duro».

Lei si è impegnato molto per dare visibilità alla categoria: gli appelli, i flash mob, l’adesione al fondo lanciato da Fedez. Si è mosso qualcosa? «La scena è più compatta. E le istituzioni non ci vedono più come menestrelli, ma professionisti che contribuiscono all’economia del Paese: ora ascoltano le nostre istanze».

Che fine ha fatto il tavolo tecnico che era stato convocato dal ministro Franceschini in autunno, al quale avrebbe dovuto partecipare anche lei? «Con la seconda ondata è stato rinviato: ma sono sicuro che si farà».

Nel frattempo l’abbiamo vista dietro un altro tavolo: quello dei giudici di “X Factor”. Cosa l’ha spinta a tornare? «La voglia di dimostrare che c’è altro oltre i tormentoni da una stagione. La produzione mi ha dato l’occasione di raccontare una visione della musica lontana dalle logiche dei numeri e del risultato a tutti i costi».

Ha vinto la sfida? «Sì. Il secondo posto dei Little Pieces of Marmelade, un duo composto da un chitarrista e da un batterista che canta, non proprio la classica proposta dei talent, è stato un trionfo. E ha dimostrato che il pubblico è curioso, anche se tv e radio propinano le solite cose, rendendo il mercato asfittico».

Il loro disco è l’unico, tra quelli dei finalisti, ad essere entrato nella classifica FIMI dei più venduti nei sette giorni dopo la finale, al 93esimo posto. Un successo? Un flop? «Guardi, a me queste cose non interessano. Negli ultimi anni la legge dei numeri ha affossato tutto. Ma l’hit parade non è il terreno sul quale vogliamo combattere la nostra battaglia».

E dove volete combatterla? «Prendete il mio caso. Sono sempre andato avanti mattoncino per mattoncino: eppure ridendo e scherzando faccio questo mestiere da 35 anni. Va bene vendere, ma esiste anche un altro tipo di percorso, fatto di concerti».

Se ne sono accorti anche a Sanremo: nel 2021 vedremo in gara Coma Cose, La Rappresentante Di Lista, Extraliscio. Cosa ne pensa delle scelte di Amadeus? «Mi ha spiazzato. Sanremo è un circo che conosco bene (gli Afterhours parteciparono nel 2009 con “Il paese è reale”, ndr). Svolti se porti te stesso e la tua estetica. Sono contento che la scena indipendente sia uscita dal ghetto: ci eravamo autoreclusi per paura della tv».

Perché? «Ti cannibalizza, ti sporca».

Nel suo caso è stato così? «No, perché sono sempre stato abile a sfruttarla per veicolare i miei valori».

“Ossigeno”, il suo programma musicale in seconda serata su Rai3, è stato cancellato dopo due edizioni: perché? «Sono cambiati direttore di rete e progetti. Ora si parla di qualcosa di più grosso».

Una prima serata? «Forse».

E il disco solista? «Continuo a scrivere. Anche con gli Afterhours. Chi prima arriva, meglio alloggia».

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Ultimo aggiornamento: 3 Gennaio, 13:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA