Joan Baez, gli 80 anni di un mito: usignolo folk che canta per i più deboli

Venerdì 8 Gennaio 2021 di Eraldo MARTUCCI

Auguri a Joan Baez che domani compie 80 anni. Più che un'artista è un mito vivente che in sessant'anni di carriera ha profondamente inciso nel tessuto politico di una società che, anche grazie alle sue canzoni, è diventata più consapevole dei propri diritti e doveri. L'usignolo folk, per qualche anno musa e compagna di Bob Dylan, è stata infatti uno dei simboli della canzone di protesta degli anni Sessanta. Le sue intense ballate folk e le inesauste lotte per i diritti civili sono state peraltro valorizzate da una voce inconfondibile per il timbro scuro e potente, la notevole estensione vocale e quel leggero vibrato che accentuava la suggestione dell'ascolto.
«Se doveste mettere delle etichette su di me la prima sarebbe essere umano, la seconda pacifista e solo se ne potessi avere una terza sarebbe folksinger»: così si descriveva appunto la cantante americana con origini messicane da parte di padre, e scozzesi da parte materna. Aveva appena compiuto diciotto anni quando fece il suo esordio al Newport Folk Festival. È il 1959, e quando Joan inizia a cantare Virgin Mary Had One Son e subito dopo il gospel We are crossing the Jordan River, nessuno ha dubbi sul fatto che quel giorno è nata una stella.


«Joan si appassiona alla musica folk, quella che racconta di un popolo antico e delle sue lotte. Canzoni e ballate che danno voce ai reietti, ai condannati, ai detenuti, agli emarginati scrive la giornalista Chiara Ferrari - è il folk revival, questo vento che soffia sull'America e solleva polvere, sentimenti forti e storie vere».
A quel festival ci tornerà anche l'anno successivo e poco dopo inciderà il suo primo album a New York conquistando il Greenwich Village con i suoi primi concerti, tutti esauriti. Sarà il Time a consacrare la sua fama immortalandola in copertina. E nel 1969 il palco di Woodstock, la tre giorni di musica, pioggia e fango che sarà l'evento di un'epoca, le regalerà la fama a livello planetario. Nel suo pellegrinaggio mondiale incontra ovviamente l'Italia, che rimarrà per sempre uno dei suoi luoghi più amati anche grazie all'amicizia con Furio Colombo, giornalista, senatore e corrispondente per una vita dagli Stati Uniti. Canta per la prima volta il 29 maggio 1967, al Teatro Lirico di Milano, davanti ad un attento uditorio composto prevalentemente dagli hippies (che l'acclamavano come icona del pacifismo), dagli intellettuali e dai militanti di base dei partiti di sinistra. Da quel concerto trarrà l'album Joan Baez in Italy.


Era stato Colombo a farle conoscere C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones di Gianni Morandi, canzone contro la guerra in Vietnam censurata dalla Rai perché in polemica con la politica di uno Stato amico. Ma quella sera la sfolgorante interpretazione della regina del folk permise a questo brano di prendersi la prima delle tante rivincite che avrebbero scandito la sua lunga storia.
Il legame con l'Italia diventa ancora più forte quando, nel 1971, Joan collabora con Ennio Morricone alla colonna sonora del film capolavoro di Giuliano Montaldo, Sacco e Vanzetti, sulla storia dei due anarchici condannati a morte negli Stati Uniti, nel 1927, in un clima di caccia alle streghe verso lo straniero. «Joan interpreta il brano The ballad of Sacco e Vanzetti, il cui testo è tratto dalle lettere di Vanzetti, piene di dichiarazioni sulla forza dell'amore e di condanna verso ogni sopraffazione sottolinea ancora la Ferrari - ma è il brano Here's to you a diventare mitico nel repertorio di Joan, tanto da trascendere la storia dei due protagonisti e diventare un inno per i diritti civili».


Ed è inevitabile è stato anche l'incontro con un altro grande cantore degli emarginati, Fabrizio De André, di cui ha lasciato un'intensissima interpretazione, disponibile su YouTube, del capolavoro La canzone di Marinella, cantata nel 1984 nella trasmissione di Rai2 Blitz su invito di Gianni Minà.
Joan Baez ritornerà ancora nel nostro Paese fino all'ultimo tour due anni fa prima dell'addio alle scene. In Puglia ha cantato solo una volta, il 25 luglio 2004 ad Andria, per la memorabile serata finale del festival internazionale Castel dei Mondi.

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