Il congedo premiato a Ischia Winspeare: merito dei ragazzi

Domenica 5 Luglio 2020
Menzione speciale all'Ischia Film Festival per Il congedo, il cortometraggio scritto da Edoardo Winspeare e prodotto dall'Istituto d'Istruzione secondaria Enrico Giannelli di Parabita all'interno del progetto sulle identità italiane promosso dal Ministero della pubblica istruzione. L'opera, con la fotografia di Lucio Ianni, il montaggio di Ginevra Venanzi e la scenografia di Alessandra Polimeno, è girata a Corsano e ha come interprete il cast dei film dell'ultimo Winspeare: un sodalizio riproposto nei suoi due ultimi film: Celeste Casciaro e Gustavo Caputo, insieme ad Anna Boccadamo e Chiara Chiarello.
«Sono a Ischia a ritirare un premio che in realtà va ai ragazzi - racconta Winspeare -. Per me è stato un piacere e un enorme onore lavorare con loro, che hanno ideato e scritto la trama ma anche diretto al mio fianco». Il regista non nasconde l'orgoglio per il lavoro con una scuola del suo territorio, il Giannelli: «Spero che questo piccolo riconoscimento aiuti i ragazzi a credere in ciò che fanno - aggiunge il regista -. Perché anche tra molte difficoltà, se ci credi alla fine qualcosa accade».
Il corto racconta l'ultimo atto della vita di un uomo in un piccolo paesino del Salento. Edoardo Winspeare racconta nel corto Il congedo la dualità vita/morte, due temi complessi che trovano la loro essenza e ragion d'essere una nell'altra.
«Il congedo è la storia di un amore alla fine della vita, e magari l'inizio di un'altra. È una rapsodia che s'interroga sul significato di una morte, senza la presunzione di fornire una risposta spiega il regista è solo una mia dichiarazione d'amore molto personale alla vita. In fondo che cosa è, se non la morte, che ci avvicina al senso dell'esistenza su questa terra, al suo grande mistero, si caratterizza da una messa in scena semplice ma estremamente efficace, utile all'economia del discorso dove il gioco di contrapposizioni scandisce e potenzia il senso delle immagini». 
La macchina da presa e l'occhio del regista si poggiano sui volti e sui corpi catturando la bellezza dei movimenti e delle espressioni tipiche del sud che Winspeare ha saputo raccontare sempre con sincerità e qui con silenzioso amore.
A.Lu
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