Gualazzi, notte da star a PianOstuni

Gualazzi, notte da star a PianOstuni
Torna in Puglia Raphael Gualazzi. L'artista marchigiano, fra i più popolari e apprezzati anche all'estero, sarà l'ospite speciale domani sera (il concerto era previsto per oggi ma è stato rimandato di un giorno a causa del maltempo) della IV edizione di PianOstuni, il festival del pianoforte che si tiene sul belvedere di Ostuni in viale Quaranta, ai piedi dei caratteristici torrioni. Quello con Gualazzi è uno degli appuntamenti più attesi della rassegna, aperta ieri dalle danze acrobatiche della compagnia Resextensa.
Nell'estate 2017 fu scelto come Maestro Concertatore della Notte della Taranta, in occasione del 20° anniversario della manifestazione. Fino ad ora è stato l'artista più giovane che abbia mai rivestito questo ruolo e, dopo un mese ininterrotto di prove, si esibì sul palco di Melpignano per quasi 5 ore davanti ad oltre 200mila persone, riscuotendo un enorme successo.
All'idea di ritornare nel Salento si dice «molto felice, inoltre Ostuni è una città magica e sono certo che sarà un bellissimo concerto ispirato dalla bellezza del luogo».
In quello che farà sentire al pubblico ci sarà molto jazz alternato alla musica pop. «Mi ispiro a più generi musicali, il jazz non è la mia unica passione - spiega l'artsta -: ho cercato, attraverso diverse commistioni, di trovare dei percorsi interessanti per le mie canzoni. Il carattere improvvisativo è sempre presente nei miei recital pianistici, la dimensione di piano e voce mi consente di avere più spazio nelle varie digressioni musicali, in totale libertà. È un'opportunità che prendo da tutta la musica e non solo dal jazz».
Con il tuo ultimo album Love, life, peace Gualazzi ai oltrepassato i confini dell'Italia traducendo alcuni pezzi in francese e si è anche esibito in un live in Giappone. Ma c'è anche un nuovo disco in cottura. «La tendenza è sempre quella di sperimentare cose nuove, si rafforzerà la mia cifra stilistica e la vedrete più matura e piena di nuova energia».
Poi l'artista si lascia andare ad alcune considerazioni sulla musica del momento: trap, rap, indie pop, hip hop. «È un periodo molto particolare che accende i riflettori sulla parte testuale più che musicale, forse c'è davvero bisogno, in questo contesto sociopolitico, di qualcuno che dia voce a tutto questo. Stanno cambiando molte cose velocemente anche a causa delle rivoluzioni tecnologiche, io sono un musicista e come tale sono più interessato alla parte musicale ma, se ci sono delle novità interessanti e belle, non vedo perché condannarle dicendo che tutto fa schifo, credo che ci sia qualcosa di interessante in qualsiasi genere musicale».
I suoi live sono pieni di brani arrangiatati in versione blues o jazz, un'esperienza sempre in grado di stupire e coinvolgere il pubblico rivelando aspetti inattesi e nuove sperimentazioni. «Nei live i brani si liberano da ogni convenzione: è un potenziamento di ciò che si è ascoltato nel disco, durante le esibizioni sul palcoscenico vedi vivere i brani di luce propria e della loro stessa libertà».
Poi l'artista torna sull'esperienza salentina, una pagina di grande impegno: «È stata un'esperienza molto forte sia dal punto di vista musicale che umano e credo che mi abbia legato al Salento per il resto della mia vita».
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Sabato 13 Luglio 2019 - Ultimo aggiornamento: 12:59