Finalmente in scena, Lina: al teatro Italia il ritorno su un palco pugliese dell'artista napoletana

Domenica 8 Dicembre 2019 di Anita PRETI
Ritrovare Lina Sastri dopo una avvertita assenza dalle scene salentine è un infinito piacere. Lo dispensa il teatro Italia di Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi, dove Lina porta in scena domani sera, alle 21, “Appunti di viaggio. Una biografia in musica”.

Come è facile intuire si tratta del resoconto di incontri artistici che la grande attrice ha avuto nella sua carriera, partendo per esempio da quel folgorante Masaniello di Porta e Pugliese che negli anni Settanta rivoluzionò le scene italiane al pari, fatte le debite distinzioni, con l' Orlando furioso allestito da Luca Ronconi. Un modo di fare teatro carico di fisicità in cui Sastri davvero eccelle.

Non si entra e non si esce “indifferentemente”, per usare il titolo di una canzone napoletana, da una sala in cui Lina recita e canta quella sera. Questo spettacolo lo ha scritto da sola (e scrivere risulta essere un'altra delle sue passioni; si può sempre riprendere in mano La casa di Ninetta, il romanzo che poi è una dedica a sua madre, pubblicato da Marsilio; e ci sono le poesie raccolte in Pensieri all'improvviso) e poi lo dirige. Ecco, lei non suona perché impegnata a raccontarsi (ma certo, dovendolo fare lo saprebbe fare) e lascia il campo alla sua squadra di musicisti, collaudata negli anni, gli amici di sempre: Filippo D'Allio, chitarra; Gennaro Desiderio, violino; Gianni Minale, fiati; Salvatore Minale, percussioni; Salvatore Piedepalumbo, fisarmonica e tastiere; Luigi Sigillo, contrabbasso.

E' una storia d'amore e di emozioni, il lungo recital che non è mai lungo quanto le aspettative del pubblico vorrebbero. Cosa interpreti Lina, è facile immaginarselo: Bammenella di Raffaele Viviani; Madonna de lu Carmine di Roberto De Simone (estrapolata dal Masaniello), la preghiera che si trasforma in un inno di libertà e giustizia per chi ne è privo. Poi dallo spettacolo Caro Eduardo, il testo che Lina ha scritto per il suo primo grande maestro, Edua. Colui che ha insegnato a lei come a tanti altri il rumore di un silenzio, la potenza di un fiato, la commozione trasmessa con un solo sguardo.
Chi conosce bene Lina Sastri, non può ignorare che quel Pulcinella in scena, unico compagno, è opera di un artista famoso, Alessandro Kokocinski, pittore, scultore, scenografo, cognome russo e formazione in Sud America, lo stesso luogo dove il padre Lina si recò quando lei era troppo piccola per capire a fondo il dolore di un distacco.

Quando invece suo marito, Alessandro Kokocinski, due anni fa è scomparso prematuramente, Lina è entrata fino in fondo nel dolore e ne ha fatto ulteriore poesia.
Appunti di viaggio, proprio per la sua formula, non è mai uguale a se stesso una sera dopo l'altra. Se oggi Lina dovesse cantare Tammurriata nera non è detto che lo faccia domani. Ricorda invece Domenico Modugno proprio a due passi dalla sua terra cantando Amara terra mia. Deve ricordare, lo ordina il suo cuore, lo pretende il pubblico, Pino Daniele che per lei ha scritto Assaje, nel Mi manda Picone di Nanni Loy.

La strada della Sastri comincia in casa di Ninetta, e poi si allontana via incontrando Pasquale Squitieri, Giuseppe Patroni Griffi, Giuseppe Tornatore, Nanni Moretti, Carlo Lizzani, Francesco Rosi, persino Woody Allen e tanti altri. Ed altrettanti compagni di viaggio sono gli attori di teatro, la gente incontrata sul set, ed anche i personaggi interpretati compreso la Filumena Marturano di Lucariello De Filippo, ormai diventato un regista come suo padre. Lina ne parlerà. Ultimo aggiornamento: 18:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA