Emma Marrone: «Il tempo passa ma non rinuncio al sogno di essere mamma»

Emma Marrone: «Il tempo passa ma non rinuncio al sogno di essere mamma»
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Mercoledì 16 Novembre 2022, 18:18 - Ultimo aggiornamento: 17 Novembre, 14:42

Emma Marrone e i figli: in un’intervista esclusiva a Vanity Fair e in occasione dell’uscita del docufilm "Sbagliata Ascendente Leone" (disponibile in esclusiva su Amazon Prime video dal 29 novembre), la cantante salentina affronta il tema della maternità. «Non ho un uomo e il tempo passa, ma non rinuncio al sogno di essere mamma». E ha confessato: «Io ho conservato il tessuto ovarico».

L'intervista al settimanale

Emma Marrone si racconta in un dialogo con Claudia Parzani, presidente di Borsa Italiana e scrittrice, in un numero speciale dedicato alla condizione femminile in Italia e all’indipendenza economica delle donne nel nostro Paese.

«Non siamo libere di gestire il nostro corpo - racconta Emma - e questa è una violenza. Viviamo in un Paese in cui una donna per avere un figlio da sola deve andare all’estero perché la fecondazione assistita non è prevista. Non puoi andare dal tuo ginecologo a chiedere il seme di un donatore perché vuoi un figlio. Nemmeno quando hai quarant’anni e sai benissimo che l’amore della tua vita non lo troverai presto. Quante donne perdono la fertilità a 40 anni per la leucemia e non c’è un medico che spiega loro la conservazione degli ovuli? E cosa ti rispondono? Se Dio non lo vuole, allora non va bene. Ma perché io devo andarmene in Spagna a fare questa cosa e non posso farla nel mio Paese? Io ho conservato il tessuto ovarico - ha detto - . Mi infervoro su questi argomenti perché conosco tante donne che si sono dovute trasferire all’estero per concepire un figlio da sole. Perché qui bisogna essere costrette a fare un figlio solo con un uomo? In Italia, poi, un uomo studia e può raggiungere una posizione di potere, una donna fatica il doppio e viene messa in dubbio alla prima maternità. Questa, ripeto, è violenza».


«Negli ultimi mesi abbiamo sentito la politica fare passi indietro rispetto ai diritti delle donne e delle minoranze, diritti spesso acquisiti dopo anni di lotte e di battaglie», spiega il direttore Simone Marchetti nel suo editoriale. «Ma i diritti non sono mai secondari rispetto all’inflazione e alla relativa povertà delle famiglie e quindi delle donne. Tornare indietro riguardo alla possibilità di abortire, per esempio, non significa solo sprofondare nel passato, significa anche bloccare l’economia di un Paese perché si stanno bloccando i sogni di tante singole donne. Anche per questo, nel nuovo numero di Vanity Fair parliamo di indipendenza economica femminile e di soldi: le donne ne hanno bisogno perché i loro sogni, desideri e diritti sono obiettivi che vanno finanziati. I soldi delle donne non sono solo ricchezza: sono guadagno, risparmio, investimento e quindi indipendenza».

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