La vita da sogno delle Sisters in tv: «Sul palco siamo noi stessi, ma in versione drag»

Domenica 9 Gennaio 2022 di Alessandra LUPO

Nel mondo delle drag non si parla che di loro: i fratelli Daniel e Domenico Roberto, 33enni di Santeramo in Colle, in arte le “Sorelle Pompadur”.
I due gemelli omozigoti pugliesi sono infatti due apprezzati infermieri. Ma una volta dismessi i camici da lavoro sono pronti a trasformarsi in scatenate drag queen. E la loro storia, fatta di lustrini e paillettes ma anche di tanto impegno, sbarca da oggi su Discovery+, che le ha dedicato il docufilm “Sisters, una vita da sogno”, prodotto da Darallouche e da Stefano Pistolini e scritto e diretto da Andrea Ferrante e Marco Gernone, con la collaborazione di Andrea Leonetti Di Vagno e Pierpaolo Pepe.

Daniel e Domenico, da dove inizia tutto questo?

Domenico: «Abbiamo iniziato molto tempo fa, quando entrambi studiavamo scienze infermieristiche a Bologna. Era il 2011 quando per gioco ci siamo lanciati in alcuni contest nel mondo delle discoteche. Poi però abbiamo deciso di privilegiare gli studi e mettere da parte la nostra passione per il travestimento e per lo spettacolo».

E poi cosa è successo?

Daniel: «Una volta tornati qui, grazie a una collega infermiera di Domenico che lavorava nell’ambito dell’animazione, abbiamo avuto l’occasione di ricominciare, creando dei personaggi per l’occasione».

Sono quindi nate le Sorelle Pompadur?

Domenico: «Non subito; abbiamo conosciuto Raven Voice, una drag queen molto amata dal pubblico, che ci ha spinti a partecipare a Drag Factor, la selezione regionale del talent che si svolgeva in Puglia. Nel 2019 abbiamo vinto e da lì abbiamo deciso di fare sul serio».

In che modo?

«Lei ci ha aiutati a perfezionare trucco e parrucco e noi ci siamo cuciti addosso i nostri personaggi. Poi è venuta fuori anche molta offerta di serate nelle discoteche Lgbt e per feste private. Insomma, il progetto ha preso sempre più forma».

Questa vostra passione è ben vista dalla vostra famiglia?

Daniel: «Inizialmente lo abbiamo tenuto un po’ nascosto dalla famiglia e dal lavoro, perché non sapevamo come potevano reagire. Ma il riscontro del pubblico ci ha dato sempre più fiducia e soprattutto a nostra mamma abbiamo iniziato a confidare il nostro interesse per il mondo drag».

La mission nel documentario è farla venire a un vostro show...

«Sì, bisognerà guardarlo per scoprirle se ce la faremo».

Al lavoro invece?

Daniel: «I colleghi sono i nostri fan più sfegatati e vengono spesso a vederci, ci appoggiano con i turni. Sono fantastici».

Siete molto legati tra voi?

Daniel: «Sì, a volte litighiamo e in versione drag ancora di più. Chi è nel backstage si diverte un sacco a sentirci».

Credete che ci sia ancora un pregiudizio verso questo tipo di arte?

Domenico: «In realtà sempre meno: ci capita che ci chiedano di fare spettacoli in orari accessibili alle famiglie. Una bambina ci ha volute per forza al suo compleanno». 

Qual è il vostro rapporto con l’universo Lgbt?

«Il nostro primo palco è stato l’ambiente Lgbt ma la figura del drag ha un glamour trasversale. Il nostro spettacolo è sempre molto elegante, mai esplicito. Anche se nelle nostre performance cerchiamo di lanciare un messaggio di apertura».

L’ambiente drag, invece?

«A volte c’è molta competizione soprattutto sulla scena e sul riscontro mediatico, ma c’è anche tanta vicinanza e collaborazione, come per tutto dipende dalle persone» .

La Puglia ha varie esperienze di questo tipo...

«La Puglia è più indietro rispetto a Lombardia ed Emilia Romagna, dove c’è una tradizione più vecchia, ma abbiamo avuto la barese Peperita che ha partecipato a “Back off Italia” e la salentina Tekemaia che andò a “The Voice”».

Vi siete ispirati a personaggi esistenti?

Daniel: «Raffaella Carrà in primis ma anche Madonna e Lady Gaga, che sono vere e proprie icone queer. Il nostro personaggio però è cucito su di noi: dentro c’è la nostra vita, ma in versione drag».
Domenico: «Ogni outfit è disegnato da noi e realizzato da sarti professionisti. Cerchiamo di creare delle cose uniche». 

Il tutto costa molta fatica. 

Domenico: «Ma anche molto denaro. Ecco perché avere una stabilità economica anche legata al nostro lavoro diurno ci aiuta a essere impeccabili».

Avete una squadra dietro?

«Ci aiutano Giacomo Gasparro e Grazia Spinelli di Al Confezioni per gli outfit, Giuseppe Glam studio (drag Simona Sventura) per i gioielli, Baldoria crazy wigs (Fabio Acquaviva) per le parrucche e la nostra impareggiabile make-up artist Laura Cacciapaglia. La nostra amica speciale Annalisa ci segue in tutto e poi c’è il coreografo e amico Daniele, la scuola di danza Palcoscenico art fashion dance e i ballerini Mirko, Oriella, Giuliana e Alessia. Siamo tantissimi insomma, ma il sostegno più grande è sempre quello della nostra famiglia».

Ultimo aggiornamento: 12:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA