Da Pelù a Marcorè, sono albe di musica

Sabato 8 Agosto 2020 di Eraldo MARTUCCI
Da Pelù a Marcorè, da Roca a Otranto per due fantastiche albe di musica. Domani alle 4.30 toccherà a Piero Pelù, ospite dell'Alba Locomotive, l'evento più atteso del Locomotive Jazz Festival diretto da Raffaele Casarano; mentre alle 5.30 di martedì 11 agosto di scena sarà Neri Marcorè per l'apertura della rassegna Luce d'Oriente.

Quinto posto all'ultimo Festival di Sanremo con Gigante, subito dopo l'uscita del nuovo album Pugili fragili, e poi purtroppo il lockdown. Ma ora finalmente Piero Pelù ha ripreso i live e potrà così festeggiare i 40 anni di una prestigiosa carriera in cui è riuscito a portare il rock alternative italiano ai vertici delle classifiche, legando la sua musica anche a un forte impegno civile e sociale. Sarà il Parco Archeologico di Roca Vecchia, una delle marine più suggestive del Comune di Melendugno, ad ospitare il noto rocker che si esibirà assieme alla Raffaele Casarano Locomotive band, formata da Mirko Signorile (pianoforte), Giorgio Vendola (contrabbasso e basso elettrico), Maurizio dei Lazzaretti (batteria) e Alessandro Monteduro (percussioni).
L'Alba vanta anche quest'anno la direzione artistica di Raffaele Casarano e la co-direzione artistica di Giuliano Sangiorgi, voce e anima del gruppo salentino Negramaro. Il concerto, che può accogliere massimo di 200 spettatori, è già sold out. L'evento sarà però trasmesso in diretta streaming sui portali www.locomotivelivestream.it e www.visitmelendugno.com.

Sarà invece il Parco dell'Orte a Otranto, uno dei luoghi più belli di Puglia con la sua incontaminata baia, a ospitare martedì 11 agosto alle 5.30 il tradizionale concerto all'alba che segna la fine della Notte di San Lorenzo . Protagonista il noto attore-cantante Neri Marcorè che presenterà il progetto Le mie canzoni altrui: un tributo ai grandi della canzone d'autore, da Gaber a Dalla, da Fossati a De Gregori per arrivare a De Andrè.
Le porte del parco verranno aperte alle 3.30 per consentire al pubblico di assistere allo spettacolo delle stelle cadenti (biglietti 35 euro su vivaticket, 40 euro al botteghino, ovviamente nei limiti della capienza prescritta).
È alla fine degli anni '50 che Milano si propone come capitale, oltre che della trasformazione industriale, anche del rinnovamento canoro. Nella città meneghina convergono tutti i nuovi protagonisti della canzone d'autore (quella cioè interpretata da chi l'ha composta), da Gino Paoli a Luigi Tenco, da Bruno Lauzi a Sergio Endrigo, da Umberto Bindi a Fabrizio De Andrè. E in quasi due ore di musica e parole, chitarra a tracolla, Marcorè interpreterà alcune di queste canzoni accompagnato da Domenico Mariorenzi (chitarra, bouzouki e pianoforte). Non solo Gaber, Dalla, De Gregori e De André, ma anche Capossela, Ligabue e Pacifico, tra gli artisti italiani in scaletta per un repertorio vario, importante, che l'artista interpreterà con affetto e personalità, senza far mancare al pubblico la sua ironia.

«Mi piacciono i cantautori, li ascolto da sempre e fatalmente sono le loro canzoni che mi restano più addosso o segnano passaggi importanti della mia vita», dice Marcorè, che confessa di aver scelto i brani «in base al piacere personale di ascoltarli».

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