«Cultura e spettacoli, settore in crisi» e le associazioni chiedono più risorse alla Regione

«Cultura e spettacoli, settore in crisi» e le associazioni chiedono più risorse alla Regione
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Lunedì 27 Giugno 2022, 19:07 - Ultimo aggiornamento: 28 Giugno, 18:03

Le imprese culturali sono in crisi e le risorse insufficienti. Il rischio è che non si possa dare seguito alla programmazione e che si perdano posti di lavoro. Così le imprese culturali di Puglia chiedono alla Regione una «integrazione delle risorse di settore per le imprese culturali nel prossimo assestamento di bilancio previsto a luglio».

L'annuncio

Le imprese culturali parlano di "disattenzione della politica" nei confronti di uno dei settori maggiormente colpiti dalla pandemia che ha dovuto fare i conti con teatri chiusi, spettacoli sospesi. E che oggi ha necessità di rimettersi in piedi non solo per garantire la programmazione ma soprattutto per tutelare la forza lavoro.

«Che da tempo la politica regionale si stesse disinteressando delle imprese culturali pugliesi era ormai chiaro - tuonano all'unanimità le associazioni di categoria e i sindacati dei lavoratori nell'ambito della "Vertenza Spettacolo Puglia" - Ma che si adottassero scelte così esplicitamente tese ad abbandonare l’intero comparto al proprio destino, lo si è compreso a seguito del partenariato cultura tenutosi il giorno 24 scorso. Dopo mesi di appelli, richieste, attese vane e incontri tra associazioni di categoria, sindacati e stakeholders, alle imprese pugliesi è stato chiaramente comunicato che non potranno più contare su risorse sufficienti per la programmazione delle attività e il mantenimento dei livelli occupazionali».

Un annuncio che ha fatto saltare sulla sedia gli operatori dello spettacolo che parlano di «scelte incomprensibili e tagli insostenibili» nei confronti di un settore che ora più che mai «ha bisogno di sostegno per preservare quanto sin qui realizzato e dar seguito al suo potenziale di crescita nell’interesse del lavoro e dell’economia regionale» scngiurando il rischio di vanificare tuttli gli sforzi fatti fino ad ora. 

La richiesta

«Per questo Confcommercio, AGIS, ANEC, SPETTACOLO DAL VIVO, ANESV, Distretto Puglia Creativa, CNA Cinema e audiovisivo, Confartigianato, AGICI, C.Re.S.Co, , Federculture, unitamente a SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, CISAL PUGLIA, che partecipano al partenariato culturale, chiedono alle forze politiche di maggioranza e opposizione in Consiglio regionale una immediata integrazione delle risorse di settore per le imprese culturali nel prossimo assestamento di bilancio previsto a luglio».

Al presidente Emiliano chiedono, a garanzia di un non più rinviabile percorso di reale rinnovamento e rilancio, di «sanare l’attuale situazione conferendo i pieni poteri ad un assessorato che possa dedicarsi con la giusta cura al settore e che possa garantire, in ogni frangente, il rispetto delle regole, delle norme e dei contratti fuori da ogni personalismo, assumendo le necessarie decisioni per il ritorno alla piena operatività delle agenzie e degli enti di supporto all’industria culturale pugliese, troppo spesso non in condizione di fornire risposte rapide ed efficaci - si legge in una nota - Chiediamo, inoltre, di assumere le necessarie decisioni per il ritorno ad una piena operatività dell’AFC che, sebbene per svariati motivi si trovi da tempo in Impasse su diversi fronti operativi, ha però trovato il tempo e le risorse economiche per sponsorizzare un festival cinematografico dai risvolti -purtroppo noti alla recente cronaca - letteralmente disastrosi, oltre che gravissimi anche per l’immagine della Regione».

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