Bach e Pasolini, un canto d’amore

Bach e Pasolini, un canto d’amore
di Eraldo MARTUCCI
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Lunedì 19 Settembre 2022, 05:00

“Ebbene, ti confiderò, prima di lasciarti, che io vorrei essere scrittore di musica, vivere con degli strumenti dentro la torre di Viterbo che non riesco a comprare, nel paesaggio più bello del mondo, dove l’Ariosto sarebbe impazzito di gioia nel vedersi ricreato con tanta innocenza di querce, colli, acque e botri, e li comporre musica l’unica azione espressiva forse, alta, e indefinibile come le azioni della realtà”: sarebbero sufficienti questi bellissimi versi, posti al termine di “Poeta delle ceneri”, per sottolineare l’importanza della musica nell’universo di Pier Paolo Pasolini che amava in particolare quella di Johann Sebastian Bach. E nel centesimo anniversario della nascita del grande regista e scrittore, è dedicato proprio alla sua passione per il Kantor tedesco il concerto che oggi alle 21.30, presso il Giardino dei Limoni del Monastero di San Benedetto, chiude a Conversano la giornata inaugurale della diciottesima edizione del festival “Lector in fabula”, intitolato “Il Giudizio Universale” e in programma fino al 24 settembre nel comune barese.

Concerto per violino e voce recitante

Un frammento di canto d’amore. Pier Paolo Pasolini / Johann Sebastian Bach” è il titolo del concerto, realizzato dalla Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca, incentrato sulle sonate e partite per violino solo di Bach eseguite dalla violinista Sara Pastine, con i testi e la voce recitante di Sandro Cappelletto. L’incontro con le musiche del genio tedesco, ricordato e sottolineato come determinante nel suo cinema in forma di poesia, risale agli anni della primavera friulana grazie alla conoscenza di Pina Kalc, violinista profuga a Casarsa, piccolo comune della provincia di Pordenone, in seguito all’occupazione tedesca della Slovenia. È lei che gli fa conoscere il “Siciliano” e la “Ciaccona”, due opere che nel giovane Pasolini danno vita a delle vere e proprie folgorazioni, raccolte in appunti di rara bellezza in cui traspare la maniera singolare con cui egli si avvicina alla musica di Bach. 

Per quanto riguarda il festival, organizzato dalla Fondazione “Giuseppe Di Vagno (1889-1921)”, l’obiettivo di quest’anno è di riflettere sui pericoli che corre la Terra e l’umanità che la abita, soprattutto a causa delle conseguenze dei cambiamenti climatici e delle tante guerre che infiammano il Pianeta. La rassegna sarà dunque dedicata all’approfondimento dei temi della contemporaneità: politica, cultura, economia, scienza, società. I numerosi eventi sono gratuiti e aperti a tutti su prenotazione: dibattiti, confronti, presentazioni di libri e interviste, mostre fotografiche e di satira, workshop e laboratori per le scuole, proiezione di film, reading e letture dal vivo, con ospiti, opinion leader, giornalisti, intellettuali provenienti da tutte le parti d’Europa. 

Nel programma anche Nandu Popu, Mario Desiati, Lorenzo Pavolini e Paolo Sassanelli

Tra gli ospiti ci sono anche Nandu Popu, il 22 settembre nell’appuntamento dedicato alla legalità, e Mario Desiati con “La stanza degli spiriti”, titolo dell’ultimo capitolo di “Spatriati”, il libro vincitore del Premio Strega 2022. Nell’incontro, il 23 settembre alle 21.30 presso il Giardino dei Limoni del Monastero di San Benedetto, lo scrittore martinese ricostruirà la mappa del suo universo letterario, con un omaggio agli autori e alle autrici pugliesi, da Mariateresa Di Lascia ad Alessandro Leogrande, a Maria Marcone, e al valore della nostra narrativa e della nostra cultura. La rassegna si chiuderà il 24 settembre con “Che cos’è la verità?” da “Il Maestro e Margherita” di Michail Bulgakov, la cui lettura è affidata alle voci di Lorenzo Pavolini e Paolo Sassanelli. Tutti gli appuntamenti sono consultabili sul sito www.lectorinfabula.eu.

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