Space Jam: New Legends, tre ragioni per non perdere il sequel del cult con Michael Jordan

Martedì 21 Settembre 2021 di Alessandra De Tommasi

Mentre l’impero di Topolino colleziona società  – da 20th Century Fox a Star Wars - come se fossero casette del Monopoli, Warner Bros. ha deciso di autocelebrarsi riportando in auge un gioiellino Anni Novanta. Sì, quello in cui la stella dell’NBA Michael Jordan giocava a basket con Bugs Bunny. Bei tempi, verrebbe da dire, ma neppure quelli del sequel Space Jam: New Legends, in sala dal 23 settembre, sono poi così male.

 

La struttura è molto simile: infanzia di allenamenti e moniti per inseguire il sogno americano con un canestro, famiglia attuale con figli piuttosto svegli e un super cattivo di turno pronto a distruggere il campione di turno (stavolta è LeBron James, già spassosissimo nella commedia Un disastro di ragazza con Amy Schumer, da recuperare subito su Netflix).

 

Tra uno spot della Nike e l’altro, il fenomeno della pallacanestro a stelle e strisce dà una rimodernata alla storia buttandoci dentro quanti più gadget è possibile. Sembra di stare nella Bat-caverna, anzi no, a lui in una sequenza del film tocca il ruolo di Robin.

 

Ecco allora tre buone ragioni per non perderlo e “un’avvertenza per l’uso”, secondo il parere semiserio ma insindacabile di Leggo.

 


TRE BUONE RAGIONI PER VEDERLO:

 

UNO: Un fritto misto nerd

Questo film sembra una continua pacca sulle spalle di Warner Bros. per ricordarci quanto sia brava? Ebbene sì, ma dopotutto quest’incensamento è meritato. Ecco, allora, una parata di citazioni nerd e parodie di alcuni dei franchise cult di questo gigante hollywoodiano, da Il trono di Spade a Harry Potter, dalla Justice League a IT. Ci sono talmente tanti “Easter egg” da riempire decine di panieri, quindi buona caccia al tesoro!

 


DUE: Stupiamoci con effetti speciali

Se hai gli effetti speciali, allora usali. Siccome non avrebbe generato nessun tipo di stupore vedere fianco a fianco un cartoon con un attore in live action, ecco qui ogni sorta di trovata grafica e tecnologia. Sembra un festival di fuochi d’artificio e non se ne ha mai abbastanza. Mostri, esplosioni, videogame, universi fantastici e algoritmi pensanti… insomma “più siamo e meglio è”. Non si bada a spese e chissenefrega se la trama ogni tanto è sfilacciata: il pubblico è totalmente distratto da questo giro al luna park galattico lungo due ore.


TRE: Un cameo imperdibile

No, niente spoiler, ma per fortuna nella vita qualche certezza resta. Il restyling dei Looney Tunes ha fatto storcere qualche naso quando Lola Bunny ha coperto le sue forme e Pepè la puzzola latin lover è scomparsa perché ritenuta sessista. Ma una presenza del primo film spunta a sorpresa. Ed è subito “effetto nostalgia”.

 

UN’AVVERTENZA PER L’USO PRIMA DELLA VISIONE:

Chi si avvia in sala per poi uscirsene con il solito “era meglio l’originale” può starsene a casa perché questa non è una gara e Space Jam con Michael Jordan è inarrivabile. Chi, poi, è stanco del politicamente corretto non perda tempo al cinema: la trama è tutto un “voglio essere me stesso”, quindi i puristi tutti sono pregati di darsi appuntamento altrove e lasciare la poltrona a chi, invece, si lascia intrattenere per il semplice gusto di farlo.

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