Paola Minaccioni: «Il mio Lockdown al cinema, per rinascere anche dalle tragedie»

Martedì 13 Ottobre 2020 di Michela Greco
Paola Minaccioni: «Il mio Lockdown al cinema, per rinascere anche dalle tragedie»

 “Abbiamo cercato di far ridere raccontando la tragicommedia della vita in casa durante il lockdown, coi cani finti e la pasta madre. Io la mia reclusione l'ho passata facendo ginnastica, letture profonde e chattando. Non ci si deve sentire in colpa per aver cercato di resistere”.

Paola Minaccioni difende a spada tratta Lockdown all'italiana, al cinema da dopodomani dopo una fiammata di indignazione social che, a scatola chiusa, accusava il film di mancare di rispetto ai morti del coronavirus. Per Enrico Vanzina, che qui esordisce anche alla regia, “era un'occasione irripetibile per una commedia all'italiana in cui personaggi ridicoli si trovano sotto la cappa di una tragedia di cui nemmeno si rendono conto”. E così accanto alla ricca e viziata Mariella (Paola Minaccioni, che ha anche collaborato alla sceneggiatura) ha messo il marito traditore Giovanni (Ezio Greggio), la cui tresca con la commessa “periferica” Tamara (Martina Stella) viene scoperta proprio alla vigilia del lockdown anche dal compagno di lei, il tassista Walter (Ricky Memphis), costringendo tutti a una reclusione esplosiva.

 

 

 

Ora che il film arriva in sala cosa dice a chi lo ha criticato?

Andate a vederlo e ne riparliamo: non si può discutere con chi spara giudizi solo sulla base di una locandina. Quella può piacere o no, ma è un errore generalizzare e comportarsi come se tutto il male dell'Italia e del suo cinema passasse per questo film.

 

È il primo girato dopo il lockdown ad arrivare al cinema...

Spero che abbia anche un effetto catartico. Abbiamo rappresentato le nevrosi che hanno accompagnato la reclusione, stavamo vivendo una tragedia e ognuno ha resistito come poteva, facendo meme spiritosi o impastando pizza.

 

Era il suo primo set con i protocolli anti-Covid, com'è andata?

Era strano mettere in scena situazioni senza potersi avvicinare troppo ma ce l'abbiamo voluta fare. È stato stressante ma bellissimo tornare a fare il mio lavoro dopo i mesi a casa.

 

E con la paura?

Ne ho di più al bar quando prendo un caffè. Andare al cinema invece è una delle attività più sicure: lì siamo super-controllati, è più protetto di un autobus o di un ristorante. Dobbiamo continuare a fare ciò che ci piace in sicurezza.

 

Ultimamente è stata quasi sempre sul set.

Sì, a dicembre uscirà Natale su Marte, dove sarò la moglie di De Sica e... la mamma di Boldi. Lì recito in milanese, mentre in School of Mafia di Alessandro Pondi recito in palermitano. Per quel film mi hanno invecchiata, così come nel tv-movie che sta preparando Costanza Quatriglio, per cui invece recito in livornese. E poi, ancora, sarò nel nuovo film di Michela Andreozzi, stavolta in romano.

 

È un ottimo momento professionale...

Ho passato le giornate di lockdown a pensare “Che ne sarà di me? Quando ricomincio?”. Ritrovarmi su tutti questi set è stata una sorpresa e credo anche di essere cresciuta, lo capisco da ciò che mi accade intorno. In pratica mi sono sdoganata da sola.

 

Ultimo aggiornamento: 10:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA