Mostra del cinema di Venezia 2021: le pagelle di Leggo a film e attori I VOTI

Sabato 11 Settembre 2021 di Alessandra De Tommasi
Isabelle Huppert

L’hanno rinominata “l’edizione della fenice”, quella della rinascita e della speranza: la Mostra del cinema di Venezia 2021, dopo il miracolo del 2020 in piena pandemia, conferma l’eredità solida degli anni trascorsi e suggella il legame fortissimo con Hollywood. È qui che d’oltreoceano arrivano le celebrity per la prima volta dopo tanto tempo, è qui che qualche divo regala il primo red carpet di coppia (Ben Affleck e Jlo hanno appena spuntato una casella della nuova storia personale) ed è sempre qui che s’iniziano ad individuare i primi candidati ai Premi Oscar.

 

Una certezza, insomma, in momenti di grande sbandamento generale che ha regalato grandissime gioie e sorprese e qualche spina nel fianco logistica (il sistema di prenotazione elettronico, tra tutti).

Da entrambi i lati del red carpet pubblico e star condividono lo stesso sollievo di ritrovarsi, in sicurezza. Questa ritrovata (semi)libertà ha riportato in auge una serie di situazioni surreali, che vengono attirate come una potente calamita dai riflettori dei festival.

 

Ecco un bilancio pop e semiserio di questo evento, con le pagelle ad insindacabile e arbitrario parere di Leggo, presente a questa maratona di 11 giorni di cinema su grande schermo, ma anche e soprattutto di spettacolo annesso (di certo la parte più divertente).

 

TUTTI I VOTI


ALBERTO BARBERA – voto 10: Il direttore della Mostra è già leggenda, non solo per l’incontestabile capacità professionale ma per l’incredibile spessore umano. Non gongola, non si vanta, non ha manie napoleoniche. Sempre misurato e discreto, sa come dare il proprio sostegno a tutti gli eventi in Laguna, grandi e piccoli. Lo di mostra la presenza alla cena dello Starlight International Cinema Award, dove ha ricevuto un lavoro di Mimmo Rotella come gratitudine per lo spirito di abnegazione dimostrato. IMPAREGGIABILE

 

TIMOTHEE CHAMALET – voto 10: La star di Chiamami col tuo nome ha presentato il kolossal Dune e si è confermato non solo un giovanissimo artista di talento ma anche un essere umano di rara simpatia. Arrivato al Lido, è salito sul tetto del motoscafo, si è lanciato dall’alto del red carpet per fare foto con i fan che lo aspettavano da ore al di là della barriera e ha portato una ventata di entusiasmo tra le molte cariatidi in passerella. ENTUSIASTA

 

TIRAMISU’ BAR 4.0 – voto 10: In un oceano indistinto di finger food si è distinto questo tiramisù della Hollywood Celebrity Lounge al Circolo del Tennis del Lido. Tutti gli affamati del festival si sono riversati qui per assaggiare i vari gusti sfiziosi ovviamente dal nome cinematografico (I magnifici sette). Il preferito delle star? Banana e cioccolato. SQUISITO

 

LINO BANFI – voto 10: Ha superato gli 80 ma non vuole fare il “vecchio a casa” quindi ha detto che di questi tempi lavorerebbe pure gratis pur di tenersi occupato. Ha presentato con Ron Moss (Ridge di Beautiful) la commedia Surprise trip ma ha già mille altri progetti nel cassetto. INSTANCABILE

 

È STATA LA MANO DI DIO – voto 9: Il film più personale di Paolo Sorrentino intreccia il suo lutto più grande, la perdita dei genitori quando era ancora un ragazzo, con il suo idolo assoluto, Maradona. Si ride, si piange, si riflette. Meno barocco ma sempre intenso. INTIMO

 

SINA CENTURION PALACE – voto 9: Non solo amFAR: la lounge dell’hotel con vista sulla Laguna fonde glamour e impegno sociale devolvendo ogni anno in beneficenza i ricavati di alcuni progetti. Nel 2021 ce ne sono vari tra cui la t-shirt Don’t fuck my dreams di Luca Tommasini per Pangea e Tonin che firma l’arredamento dello spazio e batte all’asta un tavolo speciale con la firma degli attori presenti al festival. ALTRUISTA

 

ARMANI BEAUTY – voto 9 : Il tocco magico dei make-up artist della Maison fa davvero miracoli e moltissime star italiane sono state rimesse a nuovo dal power lip, il nuovissimo rossetto nato da una formula innovativa ed esclusiva. Guardare le labbra di Greta Ferro per crederci. MIRACOLOSO

 

MIU MIU WOMEN’S TALE – voto 8,5: Lo spazio dedicato ai corti femminili durante le Giornate degli autori si conferma un appuntamento prezioso non solo per parlare di girl power ma per metterlo in atto. PIONIERISTICO

 

SETTIMANA DELLA CRITICA – voto 8,5: Complimenti ai selezionati della SIC, una sezione della Mostra sempre sorprendente, che quest’anno ha regalato una virata pop con Mondocane interpretato da Alessandro Borghi e Ludovica Nasti. AUDACI

 

COTRIL – voto 8: Il brand professionale di hair styling ha rimesso a posto le teste delle celebrity, realizzando in alcuni casi vere e proprie metamorfosi, come Luisa Ranieri che passa da uno stile “casalinga borghese” a femme fatale. CORAGGIOSO

 

CHLOE ZHAO– voto : 7,5 Dopo l’Oscar per Nomadland può fare ciò che vuole, persino indossare una t-shirt di Harry Potter sul tappeto rosso. La regista guarda alla sostanza e prende molto seriamente i suoi doveri in giuria. NERD

 

BONG JOON-HO – voto 7: Il faccione sorridente del regista di Parasite nell’assaggia la pizza al vapore realizzata in suo onore all’Hotel Danieli di Venezia per il party a lui dedicato in preapertura, Starway to Paradise. COMPIACIUTO

 

OSCAR ISAAC – voto 7: Uno e trino (alla Mostra aveva due film e una serie), gareggia con i colleghi ad armi pari. Forse non è famoso come altri ospiti dell’evento come Matt Damon o Antonio Banderas, né ha la statura di giganti come Ben Affleck o Josh Brolin, ma è divertente, affabile e si fa voler bene. CAMALEONTICO

 

SERENA ROSSI – voto 7: Si merita più del 6 politico ma non ha lasciato il segno con il carattere tanto quanto ha fatto con il look. Comunque amatissima. DISCRETA

SPENCER – voto 6: Nonostante il grande affetto e rispetto per Lady Diana, il biopic di Pablo Larrain è scialbo almeno quanto il simil-pigiamino verde acqua sfoggiato da Kristen Stewart sul red carpet. Un’occasione sprecata. RIPETITIVO

 

INTERVISTE VIRTUALI MA DI PERSONA – voto 5,5: Essere nello stesso posto fisico di un attore o di un regista e intervistarlo guardandolo dallo schermo, come successo via Zoom in tempo di lockdown è alquanto straniante. Al di là dei problemi tecnici di connessione, subentra la delusione di perdere il sacrosanto contatto umano, seppure con mascherine e distanziamento. DISTANTI

 

KIRSTEN DUNST – voto 5,5: Credibilissima nel ruolo di madre alcolizzata e moglie frustrata, Kirsten Dunst si è concessa pochissimo al pubblico. Lei dà la colpa alla mancanza di sonno dovuta alla maternità quindi qualcuno le consigliasse una buona tata in trasferta. SFUGGENTE

 

BOXOL – voto 5,5: La piattaforma per prenotare incontri e proiezioni pere i giornalisti, che lo scorso anno con un numero minore di stampa e artisti presenti ha funzionato benissimo, quest’anno ha accusato rallentamenti e confusione. Come sistema salta-fila è geniale, ma l’applicazione pratica da un punto di vista burocratico nel 2021 è stata troppo farraginosa. PASTICCIATO

 

MAGGIE GYLLENHAAL – voto 5: Il look bianco e nero da Monaca di Monza sfoggiato alla prima del suo debutto come regista in The Lost Daughter sembra il mezzo per espiare qualche peccato o un voto per garantirsi il successo del film. Provaci ancora! CASTIGATA

 

CONTROLLI DELLE FORZE DELL’ORDINE – voto 3: Lenti almeno quanto il bradipo di Zootropolis, hanno quasi del tutto azzerato l’impegno salta-coda della Biennale, con pochi addetti ai controlli e un’indolenza spesso eccessiva. L-E-N-T-I

 

 

Ultimo aggiornamento: 16:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA