“Padre padrone” e “In nome della legge”: la Festa del Cinema di Roma si chiude con due importanti film restaurati

Venerdì 23 Ottobre 2020

Il weekend finale della Festa del Cinema di Roma, che termina domenica 25 ottobre, vedrà una presenza importante e prestigiosissima del Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale e di Istituto Luce Cinecittà, grazie a due importanti restauri realizzati nel corso del 2020. Entrambi i restauri sono stati seguiti da Paolo Cherchi Usai, direttore della Cineteca Nazionale, e da Sergio Bruno, responsabile restauri della Cineteca stessa.

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Sabato 24 ottobre, alle ore 16.00 in Sala Petrassi all’Auditorium, verrà proiettato "Padre padrone", di Paolo e Vittorio Taviani, restaurato insieme a Istituto Luce Cinecittà. Il film, nel 1977, vinse la Palma d’oro al festival di Cannes. Prodotto originalmente dalla Rai, per la tv, il film era girato in 16mm e per la presentazione a Cannes venne “gonfiato” a 35mm, tagliando parte dell’inquadratura e perdendo in parte la qualità originaria della fotografia di Mario Masini. Il restauro in digitale riporta il film alla bellezza originaria del 16mm. Secondo Paolo Taviani, «vedrete il film come l’abbiamo visto io e Vittorio nelle primissime proiezioni test. È come fosse un film nuovo». Il restauro di "Padre Padrone" è stato realizzato dal Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale e dall’Istituto Luce-Cinecittà, ed eseguito presso i laboratori di Luce-Cinecittà a partire dal negativo originale 16mm e da un positivo sonoro 35mm, messi a disposizione da RAI Cinema. Tutte le lavorazioni sono state approvate da Paolo Taviani. Per Istituto Luce-Cinecittà, il restauro è stato seguito da Paola Ruggiero, Stefano Ballirano e Pasquale Cuzzupoli. La realizzazione del restauro del suono è stata realizzata a cura di Federico Savina.                

Domenica 25 ottobre, alle ore 21.30 al Maxxi, verrà invece presentato il restauro di "In nome della legge di Pietro Germi. Girato nel 1949, interpretato da Massimo Girotti e Charles Vanel, è uno dei primi film italiani in cui si parla della mafia – ed è un magnifico “western siciliano”, fotografato da Leonida Barboni in uno smagliante bianco e nero che rende omaggio ai classici di John Ford. Il restauro di "In nome della legge" (Pietro Germi, 1949) è stato realizzato nel 2020 dal Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale ed eseguito presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata a partire da un lavanda stampato dal negativo originale, andato purtroppo perduto, e da un positivo colonna, messi a disposizione da Cristaldi Film. 

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