Davide Astori, il suo sorriso in un documentario. «Firenze e la Fiorentina vivono per lui». Domani l'anteprima a Palazzo Vecchio

Il ricordo di Davide Astori racchiuso in un documentario. Il 29 giugno sarà proiettato a Palazzo Vecchio. Intervista a Edera, promotrice del progetto.
Il ricordo di Davide Astori racchiuso in un documentario. Il 29 giugno sarà proiettato a Palazzo Vecchio. Intervista a Edera, promotrice del progetto.
di Maria Bruno
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Lunedì 28 Giugno 2021, 14:46 - Ultimo aggiornamento: 14:59

Il 4 marzo 2018 è una data simbolo per la città di Firenze, e non solo. La morte improvvisa dell’ex calciatore della Fiorentina, Davide Astori, ha riunito il mondo del calcio, avvicinando anche tifoserie avversarie. Dalla volontà di tenere in vita il suo ricordo, nasce un documentario, dal titolo "DAVIDE - ritratto del Capitano Astori", che ricostruisce quello che il calciatore ha fatto e lasciato al mondo del calcio e a Firenze. Sarà proiettato in anteprima domani, 29 giugno, alle ore 11.30 nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio a Firenze e sarà visibile dal 1° luglio sul canale Youtube di Edera Rivista, promotrice e ideatrice del progetto.

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«Ci ha chiamato il comune di Firenze – dichiara il vicepresidente e fondatore di Edera, Tommaso Nuti -, chiedendoci di effettuare un documentario su Astori in vista del murale di Giulio Rosk, inaugurato a fine maggio in via Canova. Quindi abbiamo fatto interviste e richiesto dichiarazioni legate alla figura del giocatore per riportare il compagno di squadra che era stato, ma anche un ottimo amico e uomo».

Coinvolta nel progetto, anche la fondazione Cure2Children che da anni si impegna per la cura di bambini in tutto il mondo, nonché finanziatrice del murale, con cui Astori aveva avviato un progetto poco prima della sua dipartita. Presenti nel reportage, interviste a molti personaggi illustri del panorama calcistico (e non solo) italiano, tra cui Giancarlo Antognoni, Gianluigi Buffon, Giorgio Chiellini, Salvatore Sirigu, Manuel Pasqual, Borja Valero, Stefano Pioli e Dario Nardella.

«Da tutte le testimonianze raccolte, sono emerse caratteristiche costanti di Astori: in primis il sorriso, la trasparenza e la lealtà. C’è chi l’ha definito “un calciatore per passione, ma non per lavoro”, perché non faceva del calcio tutta la sua vita, seppur si impegnasse al 100%».

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Il documentario non è altro che un’estensione del murale, una continuazione del sorriso che è stato stampato lì. «Firenze e la fiorentina vivono per Astori – conclude Nuti -. Non è più pensabile parlare della squadra o della città senza mettere in campo i valori che ha lasciato».

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