Spettacoli “frazionati”, uno sforzo di fantasia

Mercoledì 20 Maggio 2020 di Ilaria MARINACI
I primi a riaprire saranno musei e biblioteche dal 25 maggio. Poi toccherà a cinema e teatri il 15 giugno, mentre per i concerti delle grandi star è tutto rimandato di un anno, al 2021. Il calendario delle ripartenze nel settore dell’arte e dello spettacolo è fissato. Gli operatori sono ancora alle prese con dubbi e incertezze, difficoltà e costi, ma c’è anche una febbrile corsa a studiare soluzioni creative e fantasiose per fare in modo che, pur essendo diversa, anche l’estate 2020 sia una stagione di emozioni legate alla cultura. Cambiando il come e, in qualche caso, anche il dove. Per esempio, si parla tanto del ritorno dei drive in, mentre gli spettacoli dal vivo potrebbero sperimentare luoghi inediti come le periferie o siti archeologici, cortili di palazzi nobiliari, castelli, masserie, finora mai utilizzati.

Poi c’è il capitolo che riguarda i grandi eventi del territorio: la Notte della Taranta, il Festival d’Opera della Valle d’Itria, il Locomotive Jazz Festival, il Locus Festival. Ognuno sta cercando le modalità organizzative migliori per il proprio pubblico. Partiamo da musei e biblioteche. L’ordinanza regionale del governatore Michele Emiliano ne ha posticipato la riapertura in Puglia di una settimana rispetto a quanto sta accadendo nel resto d’Italia. Una decisione che segue il solco delle intenzioni delle istituzioni di punta come il MarTa, il museo archeologico nazionale di Taranto, e i poli bibliomuseali di Lecce e Brindisi che gestiscono rispettivamente il Museo Castromediano con la biblioteca Bernardini e il Museo Ribezzo con la biblioteca provinciale, tutte orientate a riprendere le attività a fine mese. I piccoli musei privati, invece, preferiscono aspettare giugno quando riprenderanno gli spostamenti nazionali e internazionali per riaccogliere un’utenza composta per lo più da turisti.

Nei musei e nelle biblioteche, la nuova normalità è fatta di barriere in plexiglas all’ingresso, mascherine obbligatorie, guanti o gel igienizzanti in tutti gli ambienti, segnaletica sul pavimento per il distanziamento e obbligo di prenotazione. Una volta sistemati tutti questi aspetti, riprenderà una fruizione delle collezioni artistiche e librarie in serenità. Senza dimenticare, però, quello che di buono è stato ereditato da due mesi di chiusura totale: l’importanza dell’integrazione del digitale nell’offerta al pubblico. Proprio in questi giorni, il MarTa ha lanciato la sua nuova piattaforma che comprende, fra le altre cose, anche le visite in 3D e l’archivio on line dei reperti, inclusi quelli che sono ancora nel deposito. Si riparte lunedì, quindi, forti pure delle buone pratiche attivate in questi mesi. Diverso è il discorso per cinema e teatri, che possono riaprire, sì, dal 15 giugno ma con un massimo di 200 persone, trattandosi di luoghi al chiuso. Ne vale la pena? Per le strutture più grandi, come, per esempio, il Politeama Greco di Lecce e il Teatro Verdi di Brindisi (uno 1000 e l’altro 1500 posti) no. Riapriranno direttamente in autunno.

La maggior parte dei cinema, invece, soprattutto quelli multisala, ripartiranno, anche perché sono più in grado di dare seguito alle rigide prescrizioni da seguire (200 persone per sala se si hanno tante sale sono gestibili in base alle attuali disposizioni). Già da tempo, però, c’è chi spinge per i drive in, in voga negli anni Cinquanta e Sessanta, con gli spettatori che guardano i film dalle loro auto. A Mancaversa, marina di Taviano, un’area adatta è già stata individuata e ci stanno pensando anche a Brindisi. L’intenzione del Governo di consentire, dal 15 giugno, che all’aperto si possano svolgere spettacoli dal vivo fino a un massimo di 1000 persone riapre qualche barlume di speranza per i festival e, più in generale, le rassegne estive dei comuni, fatte, per lo più, di spettacoli di prosa e piccoli concerti. Gli operatori e le amministrazioni sono al lavoro su questo fronte proprio in questi giorni per capire come e dove poter organizzare qualcosa. E potrebbe essere l’occasione per riscoprire le periferie da sempre trascurate rispetto al centro ma con spazi fra i condomini molto ampi. Un bando regionale già partito le favorirebbe.

I grandi eventi, invece, si stanno indirizzando verso formule differenti, almeno ad oggi: il concertone della Notte della Taranta a Melpignano si farà senza pubblico e trasmesso solo in tv e sui social, mentre il Locomotive proporrà, con tutta probabilità, un format ibrido con alcune serate live e altri concerti che viaggeranno solo on line. Infine, il Valle d’Itria a Martina Franca sta lavorando su un programma che tenga conto delle disposizioni di sicurezza (soprattutto fra gli artisti) e sta valutando location diverse e più grandi, come i chiostri e le masserie di Martina Franca. Il Locus, infine, ha in programma quest’anno un’edizione limitata ad agosto in una dimensione più intima e raccolta: l’intero programma già preannunciato è stato spostato in blocco all’estate 2021.  © RIPRODUZIONE RISERVATA