Chirurgia bariatrica: i primi 2 anni di successi contro l’obesità grave

A CURA DI PIEMME S.p.a - INFORMAZIONE PUBBLICITARIA Giovedì 6 Giugno 2019
Casa di cura del Prof. Petrucciani Centro di Chirurgia Bariatrica a Lecce
Il bilancio del Centro interdisciplinare per la cura dei disturbi alimentari e dell’obesità grave della Casa di Cura del Prof. Petrucciani.

Nella Casa di cura del Prof. Petrucciani di Lecce dal giugno 2017 è attivo il Centro interdisciplinare per la cura dei disturbi alimentari e dell’obesità grave.
 
La decisione di dare vita ad un  Centro per la cura dell’obesità severa e dedicarsi agli interventi per dimagrire, nasce dalla filosofia del nostro fondatore, il Prof. Nicola Petrucciani, racconta il direttore amministrativo della Casa di cura, il Dr. Sergio Capeto Petrucciani.
Infatti, monitorando la situazione del territorio abbiamo deciso di dare ai cittadini pugliesi un’alternativa di eccellenza al fine di ridurre i costi derivanti dal muoversi verso i centri del nord, i cosiddetti “viaggi della speranza”, per effettuare tale tipologia di interventi.
 
equipe di chirurgia bariatrica della clinica Petrucciani di Lecce
 
Il Centro della Casa di cura del Prof. Petrucciani é convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale, e così, come da precise indicazioni della SICOB (Società Italiana della Chirurgia dell’Obesità e del Diabete), garantisce la presenza effettiva di un’equipe interdisciplinare dedicata (chirurgo bariatrico, nutrizionista, psicologo, endoscopista, cardiologo, pneumologo, radiologo, anestesista, fisiatra e infermieri specializzati), con competenze culturali e tecniche specifiche, tali da potersi fare carico di tutte le fasi terapeutiche: selezione dei pazienti, scelta dell’intervento chirurgico, fasi pre e post operatorie, terapia intensiva post operatoria per una maggiore sicurezza del paziente, gestione delle complicanze e controlli programmati a distanza.
I pazienti che giungono alla nostra osservazione vengono guidati attraverso un percorso preparatorio all’intervento chirurgico che coinvolge tutti gli specialisti dedicati. Il percorso inizia con la visita del nutrizionista e dello psicologo, che valutano la capacità che il paziente ha di seguire le indicazioni preparatorie all’intervento, e ancor di più, a seguire un comportamento idoneo alle condizioni che si possono verificare durante, dopo e a lunga distanza dall’intervento chirurgico. Dopo queste idoneità, inizia lo studio clinico, che coinvolge tutti gli altri specialisti e che accompagna il paziente all’intervento.
Ad oggi, in caso di fallimento di regimi alimentari appropriati, la chirurgia bariatrica è l’unica forma di trattamento che consente la perdita di peso e la riduzione della mortalità, propria dell’obesità grave e delle malattie a essa correlate.
La maggior parte dei chirurghi bariatrici del mondo, sulla base di studi internazionali randomizzati, ritiene che il bypass gastrico sia ancora oggi l’intervento ideale per il trattamento dell’obesità grave.
 
Nel Centro di chirurgia bariatrica della Casa di cura del Prof. Petrucciani di Lecce, diretto e coordinato dal professor Giovanni Lesti, vengono eseguite tutte quelle tecniche chirurgiche che oggi sono ritenute più idonee ed efficaci a lungo termine, come il bypass gastrico, la sleeve gastrectomy (riduzione dello stomaco) e il mini gastric bypass. Mentre non viene più eseguito il bendaggio gastrico, che a lungo termine ha dato risultati insoddisfacenti.
 
terapia intensiva post operatoria chirurgia bariatrica
 
Professor Lesti, ci parli della variante al bypass gastrico classico da lei messa a punto.
Il mio modello di bypass gastrico laparoscopico è reversibile e permette l’esplorazione, con la gastroscopia, dello stomaco residuo. La riduzione dello stomaco si ottiene con il posizionamento di un anello, da me brevettato, che stringe lo stomaco a una tazza di the, contiene cioè non più di 30-50 grammi di cibo. Questo nuovo stomaco così ridotto viene collegato direttamente all’intestino. La parte di stomaco rimossa si chiama fondo gastrico e rappresenta meno del 20% dell’intero stomaco. La cosa importante è che la piccola parte di stomaco asportata produce circa il 90% della grelina, il più potente ormone che induce la fame; pertanto, la netta diminuzione della grelina è di grandissimo aiuto nel perdere peso; essa, per di più, causa una maggiore produzione di ormoni che riducono la fame e che stimolano la produzione di insulina, pertanto questo tipo di bypass gastrico è fortemente indicato anche per i pazienti diabetici in sovrappeso. È chiaro che questa indicazione deve essere condivisa con il diabetologo.
 
Qual'è la differenza col precedente modello di bypass gastrico inventato da Mason nel 1966?
La differenza è fondamentale: con il bypass classico, lo stomaco residuo rimane nell’addome ed esso viene pertanto escluso al passaggio del cibo, che passa direttamente dal nuovo piccolo stomaco nell’intestino. Lo stomaco residuo, escluso al passaggio del cibo, viene anche escluso al passaggio del gastroscopio, pertanto il paziente che ha fatto un bypass tradizionale non potrà più eseguire nella sua vita una gastroscopia, indagine oggi fondamentale sia per la diagnosi che per il trattamento mini invasivo delle patologie dello stomaco, delle vie biliari e del pancreas. Riflettiamo: è possibile che, al giorno d’oggi, un paziente non possa più fare una gastroscopia? Solo in Italia se ne fanno circa 500.000 all’anno.
 
Professor Lesti, ci racconti quale deve essere il percorso del paziente operato e quali raccomandazioni deve seguire.
Il paziente si alza la mattina successiva all’intervento e alterna la poltrona al cammino nei corridoi del reparto di Chirurgia della Clinica Petrucciani. Dopo 24 ore, esegue un controllo radiologico per verificare che il percorso del cibo sia normale. Comincia a bere dopo 2 giorni, a mangiare semolino dopo 3 e al quarto giorno torna casa. Per quanto riguarda il tipo di alimentazione post intervento, essa deve essere di tipo liquido nei primi 15 giorni e di tipo morbido nei successivi 15 giorni. Dopo un mese, il paziente può tornare a un’alimentazione normale, ma con quantità molto ridotte. Mi lasci dire che, soprattutto nel primo periodo post intervento, il paziente abbisogna di essere guidato dalla nutrizionista e dalla psicologa, entrambe essenziali nella preparazione all’intervento e nel periodo successivo.
 
Che tasso di rischio ha registrato, finora, la tipologia di intervento brevettata da lei?
Assolutamente minima: mi preme informare i lettori che la Chirurgia bariatrica nei  centri di eccellenza ha una mortalità simile a quella della asportazione della colecisti, ambedue eseguite per via laparoscopica.
 
Quanti medici eseguono in Italia il modello Lesti?
Oltre a me, questo modello è eseguito anche dai professori Marco Zappa all’ospedale “Fate bene fratelli” di Milano, dal professor Ezio Lattuada “Gruppo Humanitas” e dal professor Enrico Mozzi “Istituto Auxologico Italiano IRCCS”. Finora, tutti insieme, abbiamo eseguito circa 2.000 interventi e io ho avuto il piacere e l’onore di presentare a settembre 2018 al Congresso Mondiale della nostra Società internazionale della obesità (IFSO) i nostri risultati e il video del nostra tecnica di bypass gastrico. Dal giugno 2017 a oggi, sono stati eseguiti 267 interventi di chirurgia bariatrica, di cui il 65% sono stati bypass gastrici modello Lesti: la perdita di peso ad un anno è stata dell’83%. La Sleeve Gastrectomy è stata eseguita nel 20% dei nostri pazienti per due motivazioni: sia per richiesta esplicita del paziente, sia per problemi tecnici che, durante la esecuzione dell’intervento hanno reso particolarmente difficile l’esecuzione del  bypass gastrico programmato. La scelta della Sleeve Gastrectomy, nel mio gruppo, è limitata perché i dati della letteratura a 5 anni registrano risultati inferiori sia nella perdita di peso che nel controllo del diabete rispetto al bypass gastrico. Altro limite della sleeve è l’insorgenza di un importante reflusso esofageo che in circa il 30% determina seri danni all’esofago. Questa tecnica è pertanto non indicata nei pazienti che hanno esofagiti e soffrono di reflusso gastro-esofageo.
 
A conclusione dei nostri 18 mesi di attività siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti, affermano i vertici della direzione della Casa di Cura del Prof. Petrucciani, ma ancor di più di aver contribuito, con gli altri centri pugliesi, a fermare il pellegrinaggio verso i centri del Nord Italia.
 
 

  Ultimo aggiornamento: 14 Gennaio, 16:15