Spiagge e fondali liberati è la rivoluzione plastic free

Giovedì 26 Marzo 2020 di Alessandra LEZZI
La rivoluzione pugliese contro l'utilizzo della plastica prende il via con l'ordinanza balneare 2019. Prima in Italia, la Regione, nell'annuale atto di indirizzo della stagione turistica e per l'utilizzo delle concessioni demaniali marittime, impone a tutti gli stabilimenti e financo ai fruitori delle spiagge libere da nord a sud di Puglia l'uso di stoviglie in cellulosa biodegradabile e sacchetti di carta. Al più, contenitori lavabili e riutilizzabili. Una scelta basata sui dati Ispra che parlano di un inquinamento sulle spiagge italiane che ha raggiunto valori impressionanti: 770 oggetti ogni cento metri e, sui fondali, circa 100 oggetti ogni chilometro quadrato.
Rifiuti e micro rifiuti che galleggiano nelle acqua nazionali sono circa 28 miliardi. L'80 per cento è plastica. Il divieto di utilizzo della plastica monouso tra gli Stati membri dell'Unione Europea entrerà in vigore il 2 luglio del 2021. Il Ministero dell'Ambiente italiano anticipa i tempi con l'eliminazione, a ottobre 2018, delle bottigliette di plastica dai propri uffici e invita tutti a fare altrettanto. Un anno dopo, i dati non sono un successone: sul portale si parla di circa 250 adesioni in tutta Italia tra enti locali, università, multinazionali, piccole aziende e istituti scolastici. Diverso il percorso per la Regione Puglia, che fa da apripista. E se da un lato è costretta a difendere quell'ordinanza prima davanti al Tar e poi al Consiglio di Stato (uscendone vincitrice con la giustizia capitolina), dall'altro raccoglie plausi da più parti, persino dai titolari degli stabilimenti balneari, i quali si estraniano dalle vicende giudiziarie del provvedimento e si adeguano alla novità. Anche amministrazioni pubbliche e luoghi di formazione non si tirano indietro. Le Isole Tremiti sono il primo comune a vietare l'uso della plastica a favore del biodegradabile, subito dopo l'ordinanza. Poi, a giugno, Martina Franca con una delibera elimina la plastica dai distributori automatici nelle scuole e in comune, dove installa erogatori di acqua naturale e distribuisce borracce.
In breve tempo si adeguano anche località turistiche quali Gallipoli, Otranto, Ostuni e Santa Maria di Leuca. Diventa plastic free pure Roseto Valfortore, in Capitanata, e la stessa Università di Foggia. Ruvo di Puglia, l'estate scorsa, mette sul tavolo 10mila euro per l'organizzazione di cinque eventi estivi culturali in versione plastic free. Canosa installa fontanine d'acqua e distribuisce posate e borracce nelle scuole. Stessa cosa anche una scuola privata di Taranto, la Abc English School. Nella città dei due Mari, con largo anticipo, si mobilita anche il Comune: bandite per ordinanza stoviglie e bottigliette monouso dagli edifici pubblici, dalle mense e dalle scuole. A gennaio di quest'anno, il comune di Vieste va oltre: firma un'ordinanza che vieta persino la vendita di plastica monouso sull'intero territorio comunale. Da febbraio, una campagna di sensibilizzazione, a Brindisi, ha coinvolto 30 plessi scolastici e più di 4mila alunni: locandine, videomessaggio e naturalmente distribuzione di borracce. E poi ci sono le iniziative che vedono dalla stessa parte, sulle stesse barche, Legambiente e i pescatori, con l'obiettivo più difficile e importante di tutti: la pulizia dei nostri fondali che raccontano spesso l'inciviltà che a tratti ci caratterizza.
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