Tecnologia è il futuro dei rifiuti

Giovedì 26 Marzo 2020 di Oronzo MARTUCCI
Il Documento che fissa le linee guida del nuovo Piano di gestione dei rifiuti urbani della Regione Puglia che dovrebbe essere approvato entro la fine della legislatura, si ispira ai principi dell'economia circolare e inquadra obiettivi e azioni strategiche nel rigoroso rispetto della gerarchia di gestione dei rifiuti e nel solco delle più recenti disposizioni comunitarie in materia. Le linee guida inquadrano in un unico strumento di pianificazione la gestione dei rifiuti urbani e la gestione dei rifiuti derivanti dal loro trattamento.
Per definire le strategie si è reso necessario preliminarmente analizzare la situazione attuale relativa alla gestione dei rifiuti e verificare lo stato di attuazione della precedente pianificazione. La proposta di Piano è stata definita attraverso un'attività di ricognizione riferita al periodo 2010-2017. L'analisi riportata nella documentazione di Piano, per ciò che concerne il comparto rifiuti, è stata espletata secondo i seguenti macro temi: 1) Riduzione della produzione dei rifiuti; 2) Raccolta differenziata; 3) Gestione dei rifiuti a valle della raccolta; 4) Costi dei sistemi di gestione.
In questo contesto la pianificazione regionale intende programmare il conferimento dei flussi dei rifiuti urbani indifferenziati e di quelli derivanti dal loro trattamento, verso gli impianti ubicati nel territorio regionale, nonché rafforzare l'impiantistica dedicata al trattamento dei rifiuti urbani ricorrendo alla realizzazione di impianti pubblici.
La gestione della Forsu (Frazione organica dei rifiuti solidi urbani) che potrà eventualmente essere utilizzata negli impianti di compostaggio a biomassa, per biometano e fertilizzante per l'agricoltura, è ben definita nelle linee e guida per fare in modo che l'intero ciclo dei rifiuti si concluda con il recupero massimo sia della frazione organica che dei rifiuti indifferenziati raccolti, posto che lo smaltimento in discarica, in coerenza con la gerarchia comunitaria di gestione dei rifiuti, costituisce la fase residuale e finale del ciclo di gestione. E in questo senso la pianificazione regionale intende organizzare i flussi dei rifiuti indifferenziati e dei rifiuti derivanti dal loro trattamento, verso gli impianti prossimi ai luoghi di produzione e trattamento degli stessi, con azioni volte ad incidere sulle tariffe di conferimento in discarica.
Nel documento di programmazione del Piano è previsto il potenziamento dell'impiantistica esistente dedicata ai recupero della Forsu attraverso la realizzazione di impianti pubblici per una capacità di trattamento complessiva pari al 50% del fabbisogno stimato, incrementato di un coefficiente di sicurezza (+20%) al fine di scongiurare situazioni emergenziali in caso di manutenzione straordinaria, guasto o malfunzionamento di un impianto. In conclusione, la Giunta ha deliberato di potenziare l'impiantistica pubblica di trattamento della Forsu, programmando un potenziamento di circa 170.000 tonnellate all'anno.
Poiché anche il trattamento della Forsu negli impianti crea spesso polemiche nei territori, le indicazioni della Regione offrono riferimenti chiari a proposito. Infatti le Norme Tecniche di Attuazione della pianificazione individuano le caratteristiche di realizzazione e di gestione degli impianti di compostaggio esistenti e di nuova realizzazione, che l'impiantistica deve essere in grado di garantire ai fini del contenimento dell'impatto ambientale secondo la migliore tecnologia disponibile. Il sistema impiantistico dedicato alla Forsu mira alla realizzazione di impianti prioritariamente anaerobici, con potenzialità non inferiore a 40.000 tonnellate all'anno.
Potranno essere realizzati impianti di compostaggio con tecnologia aerobica laddove sia dimostrata la sostenibilità di tale tecnologia mediante l'analisi costi/benefici. In ogni caso il recupero della frazione organica dei rifiuti avverrà valutando: l'impatto ambientale, ivi compresi gli impatti odorigeni, secondo le migliori tecnologie disponibili; la comparazione dei costi di realizzazione e di gestione degli impianti e i correlati benefici ambientali; i prodotti e i rifiuti in uscita dagli impianti di trattamento e il loro destino; il livello di consenso da parte delle comunità locali; la promozione della filiera del compost per tutti gli usi con il coinvolgimento degli agricoltori; la definizione di tariffe di conferimento della Forsu presso gli impianti di compostaggio regolate e predeterminate.
La produzione di rifiuti urbani (RU) in Puglia nel 2016 risulta pari a circa 1,91 milioni di tonnellate e si attesta al 6,36% della produzione nazionale. La produzione procapite di RU a livello regionale risulta sempre inferiore al dato nazionale, con un andamento decrescente fino al 2015 e lievemente crescente nel 2016, attestandosi in tale anno a 471 chilogrammi per abitante. I report della Regione evidenziano che la produzione pro capite di rifiuti urbani a livello provinciale mostra una certa disomogeneità, con i valori procapite più elevati per la Provincia di Taranto e quelli più bassi per la Provincia di Foggia. Partendo da tali dati sono state definite le fasi di analisi e di studio necessarie alla stesura del Piano che si sono sviluppate, dal punto di vista temporale, parallelamente alle procedure legislative presso le istituzioni comunitarie collegate al Piano di azione per l'economia circolare adottato dalla Commissione Europea il 2 dicembre 2015. Il Plano d'azione della Commissione europea prevede misure relative all'intero ciclo di vita dei prodotti dalla progettazione, all'approvvigionamento, alla produzione e al consumo fino alla gestione dei rifiuti e al mercato delle materie prime secondarie.
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