Scuola, sentenza Ue. La Cgil sfida Renzi: "Ora assuma i precari"

Mercoledì 26 Novembre 2014
Occupazioni a scuola
ROMA - La sentenza della Corte di Giustizia Europea «è destinata a fare da apripista e dare una speranza alle centinaia di migliaia di precari che da anni coprono posti vacanti facendo funzionare le scuole, gli enti di ricerca, le università e tutte le pubbliche amministrazioni».





SFIDA AL GOVERNO. Lo afferma Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil. «Renzi non può più sostenere che il sindacato difende i garantiti! Finalmente - osserva il sindacalista - le ragioni dei precari, stabilità del lavoro e equa retribuzione, sostenute dalla Flc-Cgil anche in migliaia di ricorsi sono state riconosciute alla luce del sole. Adesso sfidiamo il governo a dare immediata attuazione alla sentenza stabilizzando tutti i precari e non solo quelli iscritti nelle graduatorie a esaurimento. Ma non ci fermiamo qui. Stiamo chiedendo che nelle elezioni nel pubblico impiego delle Rsu di marzo ai precari venga riconosciuto il diritto a candidarsi e a votare».



«Nel rinnovo dei contratti nazionali - aggiunge Pantaleo - rivendicheremo uguali retribuzioni e diritti tra lavoratori precari e a tempo indeterminato. La Flc-Cgil vuole unire il mondo del lavoro e per queste ragioni continueremo a lottare per cancellare il precariato. Invece il Governo Renzi con il Jobs Act allarga la precarietà e riduce il lavoro a merce per rispondere agli interessi delle imprese e dei poteri forti. La sentenza della Corte di giustizia europea rafforza le ragioni dello sciopero generale del 12 ottobre».
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