Italia, crollano le vaccinazioni:
"Prevalgono paura e diffidenza"

Mercoledì 9 Luglio 2014 di Valeria Arnaldi
ROMA - Paura, diffidenza verso le case farmaceutiche, controinformazione e forse sottovalutazione delle malattie. Sarebbero queste, secondo gli esperti, le ragioni del calo di vaccinazioni registrato in Italia, che arriva al crollo fino al 25% per morbillo e rosolia.





“Si parla troppo poco di salute pubblica e igiene – dice il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, intervenuto alla conferenza della Campagna “VaccinarSì” della Società Italiana d'Igiene – perché ci siamo abituati all'assenza di alcune malattie». Invece «assistiamo a una diminuzione forte delle vaccinazioni in molti Paesi europei» e di pari passo «al riemergere di alcune malattie». Dunque, «non possiamo abbassare la guardia né in Italia, né in Europa».



Negli ultimi 18 anni, le campagne vaccinali hanno ridotto del 99% i casi di contagio da morbillo: «Dal 1996 sono stati evitati due milioni di casi e 2000 decessi», spiega Antonio Ferro, responsabile Campagna. La copertura vaccinale è maggiore al Nord, con punte del 90-92% in Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana. Al Sud scende circa all'80%. Generalizzato il calo annuo di un punto percentuale. «Cali dovuti alle campagne di controinformazione anti vaccinale - illustra Ferro -. E sono più evidenti, nelle località in cui queste associazioni sono più attive, dove registrano picchi del 25%».



Solo quattro vaccinazioni sono obbligatorie per i bimbi italiani - contro difterite, tetano, poliomelite, epatite B – e, in almeno 5 regioni, non sono previste sanzioni per i genitori, solo colloqui informativi. L'obbligo vaccinale è stato sospeso in Veneto per un progetto pilota. Al contrario, un tempo i genitori venivano segnalati al Tribunale dei minori e si poteva perdere la patria potestà.
Ultimo aggiornamento: 13:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA