Studenti lavoratori, mai cosi pochi in Italia: solo il 2% riesce a mantenersi

Lunedì 21 Novembre 2016 di Lorena Loiacono

Mantenersi agli studi, in Italia, è praticamente impossibile. La quota degli studenti lavoratori infatti, tra i 15 e i 24 anni, non è mai stata così bassa. Inevitabile quindi che lo studio, soprattutto nella fascia universitaria, diventi sempre meno accessibili.

I dati arrivano dall'ultima rilevazione dell'Istat che, per il 2015, rileva come siano appena 75mila i ragazzi sotto i 24 anni che riescono a studiare e lavorare insieme. Vale a dire il 2% del totale.

Una percentuale bassissima che spaventa ancora di più se paragonata a quella di 10 anni fa, la quota si è infatti dimezzata: rispetto al 2005, infatti, il calo è stato del 51%. Rispetto al 2008, quando invece in Italia si raggiunse il picco di studenti impegnati anche nel lavoro, il calo è addirittura del 60%. Ad oggi, in Italia, gli studenti sono in tutto 3 milioni 714mila e, tra questi, la quota maggiore è rappresentata da quei 3milioni 476 mila che non hanno un'occupazione e neanche la cercano.

Proseguono gli studi senza ambire ad un lavoretto per pagarsi gli studi. I disoccupati sono 39mila e sono in netto calo rispetto a dieci anni fa, registrando un -31%, a cui si aggiungono 124mila ragazzi che, pur non cercando un impiego, qualora lo trovassero lo accetterebbero di buon grado. Analizzando però solo la fascia degli universitari, tra 20 e 24 anni, quelli che realmente potrebbero mantenersi gli studi grazie anche ad una frequenza più flessibile rispetto alla scuola superiore, emerge che negli ultimi dieci anni sono diminuiti del 46% passando da 119mila a 64 mila da 119 mila. 

Anche in questo caso, confrontando i dati con il momento di massimo picco del 2008, il calo è ancora più rilevante, pari al 57%. L'Istituto di statistica ha poi analizzato anche la situazione in generale degli under30, alzando quindi l'asticella, da cui emerge che la quota di chi lavora e studia insieme sale fino a 166 mila pur confermando ancora una volta il calo rispetto agli ultimi 10 anni, con un netto -41%, e del 51% rispetto al valore massimo del 2008.

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