Scuola, anche i presidi saranno valutati:
ecco in base a quali obiettivi

Scuola, anche i presidi saranno valutati: ecco in base a quali obiettivi
di Lorena Loiacono
2 Minuti di Lettura
Mercoledì 29 Giugno 2016, 09:19

Lo chiamavano sceriffo. E invece parte dal preside la rivoluzione della valutazione dei docenti. Sarà proprio il dirigente scolastico, infatti, a ricevere voti e premi. Nel migliore dei casi. Altrimenti rischia anche l'allontanamento dalla scuola.

La direttiva, firmata dal ministro Giannini, è prevista dalla legge della Buona Scuola ma di fatto ha radici lontane: risale al decreto legislativo 165 del lontano 2001. Ben 15 anni di false partenze e fasi di stallo. Ma da settembre si parte. Nel mese di agosto, nel momento in cui firmeranno l'incarico, i dirigenti troveranno anche gli obiettivi da raggiungere e saranno di carattere generale e quindi dettati dal Ministero, specifici del territorio e individuati dagli Uffici scolastici regionali e collegati alla scuola che andranno a dirigere e quindi stabiliti dal Rapporto di autovalutazione dell'istituto.

Durante l'anno i nuclei di valutazione verificheranno l'operato del preside per poi esprimere un parere a fine anno. Per il 60% peserà la capacità di gestione, il 30% la valorizzazione del personale e il 10% dipende dall'apprezzamento dei collaboratori. Sono 4 i giudizi previsti: mancato raggiungimento degli obiettivi, buon raggiungimento degli obiettivi, avanzato raggiungimento degli obiettivi e pieno raggiungimento degli obiettivi. «Si tratta di uno strumento in più - ha spiegato il ministro Giannini - per ottenere il miglioramento del sistema scolastico».

I migliori verranno premiati non più a pioggia ma tramite i 163 milioni di euro messi a disposizione dal Miur. Mentre il mancato raggiungimento comporterà un trasferimento in altra scuola, in caso di incompatibilità con il contesto. Ma nei casi peggiori porterà invece al trasferimento del preside negli uffici scolastici regionali. E addio scuola.

© RIPRODUZIONE RISERVATA