La buona scuola è legge, ma un istituto
su 5 inizierà l'anno senza preside

Stefania Giannini
Stefania Giannini
di Lorena Loiacono
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Giovedì 16 Luglio 2015, 03:36 - Ultimo aggiornamento: 13:45

ROMA - La scuola perde la testa, dal prossimo mese di settembre infatti almeno un istituto su 5 resterà senza dirigente. Altro che debutto del preside sceriffo, così come disegnato dalla riforma della Buona Scuola.

A dare l'allarme è l'Associazione nazionale dei presidi, che denuncia il dilagare delle reggenze secondo cui un preside è chiamato a coprire la direzione di un altro istituto oltre al suo, perché il posto è vacante.

A settembre la scuola italiana avrà 1740 reggenze, circa il 20% su un totale di 8.382 posti in totale. L'organico dei presidi, contenuto nel dm 466, prevede infatti un totale di 8382 istituzioni scolastiche, tra cui le 385 scuole sottodimensionate a cui non viene assegnato il dirigente, e i 126 centri per gli adulti. Per un totale di 8508 istituti.

«Considerando che a settembre andranno in pensione 770 dirigenti – spiega Giorgio Rembado, presidente Anp – al 1° settembre ce ne saranno di ruolo appena 6800: i tempi per bandire il nuovo concorso sono stretti per far sì che a settembre 2016 si possa partire con i nuovi presidi. Se consideriamo gli ulteriori 700 pensionamenti di media del prossimo anno, la soglia delle presidenze vuote sale dal 20 al 30%. Sono dati molto preoccupanti».

Quindi i super poteri dei presidi, dalla convocazione dei nuovi docenti alle assegnazioni del merito, rischiano di rivelarsi un buco nell'acqua: lo slittamento al 2016-2017, previsto dalla riforma, potrebbe essere una falsa partenza visto che i dirigenti di fatto non ci sono. Intanto, per settembre prossimo, regnerà il caos: una reggenza significa che 2 o più scuole hanno un preside a mezzo servizio, per lo più stressato e sovraccarico di lavoro.

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