La Buona Scuola, le pagelle anche per i presidi:
deciderà una commissione esterna

La Buona Scuola, le pagelle anche per i presidi: deciderà una commissione esterna
di Lorena Loiacono
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Mercoledì 11 Maggio 2016, 08:51

Dall'altra parte della barricata, anche per i presidi è arrivato il momento della temuta pagella. La novità introdotta dalla Buona Scuola vede il preside sceriffo, contestato per il suo nuovo ruolo nella valutazione e nell'assegnazione dei premi per i docenti, messo a sua volta sotto esame. La normativa del Miur è ora al vaglio del Consiglio superiore della pubblica istruzione ma tra i sindacati è già bufera perché, così come accade per gli insegnanti, gli incentivi che arriveranno non saranno soggetti a contrattazione.

A decretare il rendimento scolastico del dirigente non saranno i voti numerici ma quattro valutazioni diverse che, in ordine decrescente, saranno: eccellente, molto buono, buono e mancato raggiungimento degli obiettivi. I primi tre livelli avranno un aumento dello stipendio mentre l'ultimo, certificando il cattivo operato del preside, non avrà alcun incentivo. Si va dal 30% al 5% di retribuzione in più. Con un aumento medio pari al 15%.

A valutare il lavoro del preside sarà una commissione esterna, formata da ispettori ministeriali. La prima pagella, facendo partire la valutazione già a settembre, arriverà con i quadri di fine anno, nel giugno 2017 e i soldi potrebbero essere in busta paga a partire dall'anno scolastico successivo. Abolendo, di fatto, i premi a pioggia degli anni passati. Gli obiettivi da raggiungere saranno dettati dal ministero, dagli uffici scolastici regionali e dal documento interno alle scuole di autovalutazione. Resta solo di capire come e quanti soldi arriveranno sullo stipendio. «Così il preside diventa un tecnocrate ha spiegato Rosa Cirillo della Uil scuola - la contrattazione dovrà stabilire solo come distribuire le risorse tra i dirigenti. Si tratta del ritorno alla burocrazia, dove l'esigenza di controllo e di condizionamento prevale su quella di valorizzare e migliorare il sistema».

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