UniSalento, iscritti in forte calo. La Cgil: parliamone con la città

Venerdì 14 Novembre 2014 di Maria Claudia MINERVA

Il dato è preoccupante: l’Università del Salento, nel giro di sei anni, che poi sarebbe dal 2008 ad oggi, ha perso il 18,78% degli iscritti totali. Una vera e propria diaspora, che rischia di far perdere anche ulteriori finanziamenti ministeriale all’Ateneo. A lanciare l’allarme è stata la Flc Cgil, che ieri ha scritto una lettera aperta al rettore Vincenzo Zara, per invitarlo ad avviare un dibattito sull’argomento molto sentito dalla comunità accademica.

«Nel corso dell’ultima assemblea del personale del 16 ottobre scorso, il rettore ha reso nota la sua grande preoccupazione determinata da due fenomeni che interessano il nostro Ateneo - hanno scritto i rappresentanti di Flc Cgil -. Il primo riguarda il calo di iscritti, in termini di migliaia di studenti, il secondo, invece, attiene al risultato non entusiasmante nella valutazione della Ricerca».

Due problemi che potrebbero essere consequenziali l’uno all’altro, nel senso che la valutazione non entusiasmante dell’Anvur potrebbe aver spinto i giovani ad andare a studiare fuori. In ogni caso, due fenomeni che, secondo il rettore Zara, correlati al nuovo modello di riparto del Fondo di Finanziamento Ordinario potrebbero determinare serie difficoltà finanziarie e di bilancio al nostro Ateneo già dal prossimo anno.

«In attesa di disporre dei dati relativi alla valutazione della Ricerca abbiamo consultato i dati dell’Anagrafe Nazionale degli Studenti per avere un'idea quantitativa della perdita di attrattività dell’Ateneo anche in rapporto alle altre Università pugliesi» hanno sottolinenano dalla Flc Cgil.

Sono stati messi a confronto i dati relativi all’anno accademico 2007/2008 con quelli che riguardano l’anno accademito 2012/2013, mentre quelli del 2013-14 non essendo ancora definitivi non sono disponibili. In pratica, secondo i dati raccolti dal sindacato, l’Università del Salento ha perso il 18,78 % degli iscritti (- 4.657 ) a fronte della flessione dell’Università di Bari solo del 1,97 % (- 1.032 iscritti) , dato comparabile con la flessione a livello di sistema universitario pari all'1,84% - hanno scritto i sindacati nella lettera al rettore Zara -.Il Politecnico di Bari perde il 5,26 % mentre crescono l’Università Mediterranea "Jean Monnet" ( +7,54%) e l’Università di Foggia ( +3,51%).

«I valori in gioco presentano un Ateneo che non è fisiologicamente interessato dal generale calo degli iscritti, ma patologicamente non in grado di attrarre gli studenti - hanno incalzato i rappresentanti sindacali -. I dati rivelano che il crollo degli iscritti si è manifestato dall’anno accademico 2011/2012 a ridosso delle scelte che hanno cambiato il sistema di calcolo delle tasse a carico degli studenti, sebbene anche l’introduzione del tetto programmato in molti corsi di studio abbia contribuito al calo delle iscrizioni. Se, come ha affermato il rettore - hanno aggiunto -, i parametri di valutazione della ricerca e di numerosità degli iscritti sono determinanti nell’assegnazione del Fondo di Finanziamento Ordinario è lampante che le aspettative finanziarie sono di un’assegnazione di risorse decrescente che non consentirà di effettuare alcuna politica di stabilizzazione dei precari né tanto meno di assunzione di nuovo personale tecnico e amministrativo e docente». Investire su nuovi corsi di laurea, come quello in Agraria, per esempio, potrebbe rappresnetare un rilancio per l’Ateneo, giacché, in termini di appeal, potrebbe risultare più accattivante.

Secondo la Flc Cgil «l’incapacità di avere una visione del futuro e di adottare piani di intervento congrui con le risorse disponibili e con le esigenze del tessuto socio-economico del territorio sta maturando i suoi frutti. E sono frutti amari - hanno sottolineato dal sindacato -. Non occorre che il Senato Accademico e il Cda approvino “libri dei sogni” occorre che sappiano governare l’incertezza facendo un uso oculato delle risorse disponibili, ma soprattutto formulando una proposta credibile di sviluppo o riorganizzazione della didattica e della ricerca dell’Ateneo che possa diventare un obiettivo su cui far convergere tutte le diverse identità presenti nella Nostra Università. Siamo fortemente preoccupata per il futuro del diritto allo studio nel territorio salentino e della stabilità del nostro Ateneo - hanno concluso - motivo per cui chiediamo al rettore di avviare un dibattito su questi temi negli organi di governo e in una conferenza di Ateneo».

La risposta di Zara non si è fatta attendere: «Discuterò della questione in Cda e in Senato accademico - ha promesso Zara -oltre che a organizzare una conferenza d’Ateneo. L’intenzione è di adottare subito delle decisioni operative che possano invertire subito i numeri».

Ultimo aggiornamento: 15 Novembre, 11:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA