Più tempo sul web che a scuola. E per i ragazzi italiani il primo smartphone prima dei 13 anni

L'infografica di Skuola.net
5 ore a scuola, oltre 5 ore su internet: così 1 ragazzo su 6 passa le sue giornate in un mondo sempre più connesso, e sempre più precocemente. La percentuale di under 13 cui viene regalato il primo smartphone è triplicata in poco meno di un decennio. Complessivamente il 97% dei teenager ne possiede uno.



Sempre più connessi, sempre più tempo e sempre più precocemente. Questo è il ritratto dei teenager che emerge dall’indagine promossa dal Safer Internet Center Italiano in occasione del 12esimo Safer Internet Day. La ricerca, che ha coinvolto complessivamente circa 8.000 studenti delle scuole secondarie attraverso il sito Skuola.net, ha evidenziato che solo 1 su 10 si connette ad internet quotidianamente meno di un’ora. Tutti gli altri superano abbondantemente questo limite e si arriva a picchi superiori alle 5 ore al giorno per 1 su 6.











Se solo qualche anno fa l’accesso alla Rete avveniva grazie a strumenti condivisi nel nucleo familiare, oggi oltre la metà dei teenager naviga prevalentemente tramite il proprio smartphone, posseduto dal 98% degli intervistati. Dall’analisi dei dati realizzata dal Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia dell’Università di Firenze, è emerso che il primo cellulare evoluto arriva nelle mani dei ragazzi sempre più precocemente: fra i nati tra il 2002-2004 la percentuale di quelli che hanno ricevuto lo smartphone prima di finire le scuole medie è pari al 95%, mentre tra i classe ’96-’98 è pari al 36.2%.



Questo radicale cambiamento mette quasi fuori gioco i genitori, che risultano essere completamente all’oscuro delle attività digitali dei propri figli (per il 19% dei votanti) o averne un’idea molto vaga (34%). Anche i professori sono in alcuni casi impotenti di fronte a questa avanzata: la metà degli intervistati afferma che i prof non hanno mai fornito consigli o indicazioni su un uso corretto di strumenti come i social network. Dalla ricerca emerge chiaramente che laddove manca il confronto o la guida degli adulti di riferimento, aumenta la percentuale di ragazzi che hanno avuto esperienza di situazioni indesiderate online.



Le attività di sensibilizzazione svolte nelle scuole hanno coinvolto poco più della metà degli studenti intervistati. Tuttavia dalla ricerca emerge la necessità di un maggiore coordinamento, per evitare che ci siano alcuni (il 25%) a partecipare più di una volta ad incontri di questo tipo e tanti altri invece (il 49%) che invece non ne sono mai stati coinvolti. Lezioni di social quindi sarebbero gradite a scuola: secondo una recente ricerca di Skuola.net, 2 studenti su 3 sarebbero favorevoli a corsi tematici per usare meglio i social.



Di pari passo con l’insufficienza di “regole per l’uso” fornite dagli adulti, avanza l’esposizione dei giovani ai pericoli della rete. Le ragazze intervistate sono state maggiormente coinvolte nella ricezione di messaggi, proposte o immagini indesiderate da parte degli adulti (40% contro il 32% dei maschi) mentre i ragazzi si sentono più esposti a trovarsi coinvolti in sito, gruppi o persone che mettono in atto comportamenti illegali (22% contro il 16% delle femmine). Le differenze che si manifestano non sono legate solo al genere, ma anche all’età. I più piccoli, nella fascia tra gli 11 e i 13 anni, vorrebbero più protezione contro adulti malintenzionati, e i ragazzi tra i 14 e i 16 anni chiedono invece di essere aiutati contro le prese in giro dei coetanei. Quest’ultima si conferma così la fascia più esposta al cyber-bullismo. I più grandi, tra i 17 e i 19 anni, si sentono invece più sicuri su questi temi.



Il web viene utilizzato da 9 su 10 per cercare consiglio per le scelte di scuola e università, mentre sono 3 su 5 coloro che si rivolgono a internet per dubbi sulla sessualità. La percentuale degli adepti in questo senso aumenta nei teenager più maturi.



Il web non fornisce solo informazioni, anche se questa è la funzione prevalente che i ragazzi danno alla rete. Altrettanto importante è anche la funzione comunicativa e sociale mediante i social network, attraverso i quali gli adolescenti gestiscono larga parte dei loro rapporti interpersonali. Ci si informa, si comunica, e ci si diverte anche. Tutto grazie ad un unico media. La funzione ricreativa di video, gioco e intrattenimento è a stretto giro il terzo motivo per il quale i giovanissimi si rivolgono a internet. Sono in minoranza coloro che si interessano al coding e all’attività creativa sul digitale.



La ricerca ha coinvolto complessivamente 8.000 studenti per un totale di circa 2.400 questionari analizzati, relativi al profilo d’età d’interesse compreso tra gli 11 ed i 19 anni. Alla redazione del questionario hanno partecipato anche altri membri del Consorzio del Safer Internet Center come Save the Children, Telefono Azzurro, l’Università di Roma “La Sapienza”.
Martedì 10 Febbraio 2015 - Ultimo aggiornamento: 28-01-2016 15:13