Scuola, la giungla delle riaperture: in aula un giorno a settimana o con turni di 3 ore

Scuola, la giungla delle riaperture: in aula un giorno a settimana o con turni di 3 ore
Scuola, la giungla delle riaperture: in aula un giorno a settimana o con turni di 3 ore
di Lorena Loiacono
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Mercoledì 9 Settembre 2020, 09:49 - Ultimo aggiornamento: 18:35

Turni di mattina o di pomeriggio, classi che vanno a scuola un solo giorno a settimana e altre che restano direttamente a casa. E così le famiglie, che cercano di orientarsi in questa giungla di orari causa Covid, rischiano proprio di perdere la bussola. Quest'anno l'organizzazione scolastica non potrà essere come in passato, questo era chiaro da tempo, ma gli stravolgimenti sono davvero tanti.
C'è da perdersi nelle nuove regole e nelle soluzioni adottate per fare fronte, in questa prima fase, alla mancanza di spazi, banchi e docenti. L'idea è che si apre con quello che si ha a disposizione e ogni istituto, quindi, fa a modo suo. Mentre ci sono scuole che addirittura ancora non hanno comunicato alle famiglie se e come riapriranno in presenza lunedì 14 settembre, lasciandole in attesa di sapere che cosa accadrà a partire da lunedì, tante altre hanno dato i loro nuovi orari.

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LO SLALOM
Si entra a partire dalle 8, anche prima nei casi più difficili legati alle criticità del trasporto pubblico, una classe ogni 5 minuti. Per poi uscire con la stessa cadenza: le classi che entrano nello stesso minuto possono essere anche più di una se la scuola può contare su più cancelli. Ma c'è anche chi entra direttamente in tarda mattinata. In una scuola di Roma, all'istituto comprensivo Sinopoli Ferrini, gli ingressi delle classi di scuola elementare sono scaglionati al punto che le classi si ritroveranno a frequentare per un giorno a settimana: le classi prime arriveranno in classe solo il 18, per poi rientrare dopo il referendum.

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All'istituto comprensivo Renato Fucini, sempre a Roma, per i bambini della primaria si è pensato di far frequentare le classi per l'intera giornata, quindi fino alle 16,30, ma a giorni alternati: 3 su 6 a settimana. Sono solo due esempi di quel che può accadere nelle scuole dei piccoli, dove si pone un grande problema per le famiglie: con chi starà il bambino quando non può frequentare la scuola? Sempre alla Fucini di Roma, dove evidentemente i problemi di spazio e di distanziamento si fanno sentire, i ragazzi delle medie frequenteranno tutti i giorni ma su turni: i primi entrano dalle 8 alle 11 per poi uscire e lasciare libera la classe dove arriverà un altro gruppo per fare lezione dalle 13 alle 16. E il giorno dopo i turni si invertono. Praticamente un rompicapo per mamma e papà alle prese con gli orari delle lezioni che variano di giorno in giorno, da far coincidere quanto più possibile con gli impegni lavorativi. Per ora però sarà così, in attesa che arrivino a scuola banchi e docenti. Quindi le prime settimane si sta in emergenza, peccato che ci siano istituti che ancora aspettano i dispositivi di protezione: alla scuola Grazioli Lante sono arrivati in tutto 20 flaconi di gel e mille mascherine, per docenti con 400 alunni.

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L'SOS
Lo stesso sos arriva da diversi asili e scuole materne, da Roma a Milano: mancano i dispositivi di protezione, per il personale che sta lavorando da giorni. Un allarme non da poco, che ha a che fare con la sicurezza del personale spesso con più di 50 anni. Sempre in linea con le nuove norme di distanziamento, c'è chi dovrà rinunciare alla ricreazione: il panino per la merenda si mangia al banco, visto che la mascherina dovrà essere tolta. I fortunati la faranno in giardino, all'aria aperta. E' chiaro che non è più possibile mangiare stando vicino ad un compagno e lo stesso vale per la mensa: le scuole che ne avranno la possibilità, accoglieranno tutti i bambini al tavolo del refettorio ma organizzandosi con i turni. C'è chi inizia alle 11,30 e chi dovrà aspettare fino alle 14 o giù di lì. Ma c'è anche chi, per mancanza di spazio, dovrà pranzare al banco con il lunch box: una soluzione da considerare solo in extrema ratio, per evitare i disagi ai bambini e ala maestra ma anche costi e sprechi eccessivi. Praticamente tutta la giornata procede con un gioco ad incastro tra orari e turni.
E lo stesso vale per le lezioni delle scuole superiori che, avendo la possibilità di sfruttare a didattica a distanza, in molti casi partiranno online. Il liceo scientifico Nomentano ha adottato la modalità della didattica mista. Vale a dire che vedrà le classi prime entrare subito in presenza, sfruttando tutti gli spazi disponibili nelle tre sedi tra aula magna, palestre e laboratori, ma tutte le altre classi dalle seconde alle quinte dovranno dividersi a metà e frequentare in presenza a settimane alterne: una parte in aula e una collegata online da casa. Al liceo classico Visconti ci sarà invece la rotazione delle classi intere: i ragazzi dei primi due anni saranno in presenza ma i compagni del triennio dovranno restare a casa a rotazione una settimana al mese. Stesso criterio delle rotazioni, coinvolgendo però anche i ragazzi dl primo anno, al liceo Righi dove un giorno a settimana si farà lezione a distanza.
 
 

 

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