Scuola, Azzolina: «Nella classi non cambia nulla, i protocolli anti covid già ci sono»

Mercoledì 7 Ottobre 2020

«A scuola le regole non cambiano: abbiamo protocolli e linee guida già stabiliti. Se uno studente è seduto a un metro di distanza può abbassarla, se vuole tenerla può farlo, nelle situazioni di dinamicità va tenuta ». Così la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina al tg di La 7.

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«Ho visitato le scuole, le regole si praticano con grande responsabilità le ore a scuola rappresentano il luogo più sicuro. Sono più preoccupata per le scene che ho visto fuori dalle scuole. Ora anche fuori dalle scuole con l'uso della mascherina ci sarà più protezione ».

La trasmissione del Covid nelle scuole «è monitorata e ad oggi risulta molto limitata. I protocolli stanno funzionando. Continuiamo a lavorare con il Ministero dell'Istruzione e il Ministero della Salute perché i ragazzi vadano a scuola ». Il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss) Silvio Brusaferro rassicura: le rigide misure adottate per la ripresa delle lezioni negli istituti scolastici stanno avendo effetto, i circa 2.000 positivi - tra alunni, docenti e personale Ata - sono un numero limitato se rapportato al mondo della scuola, composto da oltre 8 milioni di studenti e quasi 1 milione di professori.

Azzolina avrebbe richiesto più tempestività nella risposta dei dipartimenti di prevenzione alle scuole, utilizzo dei test rapidi non solo per le operazioni di screening e maggiore uniformità delle Asl nell'interpretazione dei protocolli. «Abbiamo notizie di prassi difformi, attuate dai dipartimenti di prevenzione delle ASL, riguardo ai casi sintomatici», aveva lamentato nei giorni scorsi Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale presidi. Anche Paola Serafin, che guida i dirigenti scolastici della Cisl, ha fatto notare che «da territorio a territorio ci sono differenze nella tempestività di intervento e nella modalità di applicazione dei protocolli, quindi anche nel decidere se mettere in quarantena o no le classi. Laddove le Asl non sono tempestive, a volte perchè troppo sotto pressione, i dirigenti scolastici sono in difficoltà e si assumono responsabilità che non sono loro, per esempio nel decidere di passare tutta la scuola alla didattica a distanza, per evitare rischi sanitari. Serve riattivare con urgenza il Tavolo nazionale per la sicurezza ». 

Intanto, mentre è stato prorogato, dal Consiglio dei ministri, lo stato di emergenza al 31 gennaio 2021, non cambiano le regole sull'uso delle mascherine in classe (il commissario Arcuri ha detto che attualmente ne vengono distribuite 11 milioni in 18mila scuole): se c'è il metro di distanza, i ragazzi, se seduti al banco, possono abbassarle. Non avviene così, però, in molte scuole, nelle quali i docenti chiedono a bambini e ragazzi di tenerle sempre, anche per molte ore di seguito. A lamentarlo è 'Pillole di ottimismò, un gruppo composto da docenti, ricercatori, giornalisti, professionisti, medici, che ha inviato una lettera aperta ai ministri dell'Istruzione, della Salute e al coordinatore del Cts, evidenziando le misure adottate per la scuola sono «estremamente stringenti» e ne chiedono una attenuazione, anche dal momento che non è la scuola «il contesto sociale con il più alto rischio di contagio del virus». 

 

Continuano però i casi di positività negli istituti scolastici: solo oggi sono state chiuse due scuole a Napoli; in una media di Rimini, dove una insegnante è risultata positiva, è stato imposto l'uso delle mascherine anche da seduti ai ragazzi; altri due ragazzi sono risultati positivi in ​​un istituto di Brindisi; in una media di Soci, nel comune di Bibbiena (Arezzo), sono stati riscontrati altri 11 casi positivi oltre i 18 degli scorsi giorni; ci sono 4 nuovi casi in Alto Adige, mentre riaprono domani due scuole di Toro (Campobasso) chiuse dal 5 ottobre per alcuni casi di positività. 

 

Proseguono poi i test rapidi - sia orofaringei che salivali - nelle scuole del Lazio; da lunedì verranno effettuati anche nelle scuole in Lombardia. Continua intanto il malcontento dei precari in vista del concorso straordinario previsto per il 22 ottobre: ​​la Cgil oggi calcola che saranno oltre 200 mila i docenti supplenti quest'anno e 30 mila tra il personale Ata. Per il 14 ottobre è prevista una mobilitazione con presidi, flash mob e iniziative davanti alle Prefetture.

Ultimo aggiornamento: 23:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA