Green pass a scuola per gli alunni, i sindaci: «È per tutela del diritto allo studio»

Green pass a scuola per gli alunni, i sindaci: «È per tutela del diritto allo studio»
Green pass a scuola per gli alunni, i sindaci: «È per tutela del diritto allo studio»
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Sabato 18 Dicembre 2021, 14:19 - Ultimo aggiornamento: 15:20

Un Green pass a scuola anche per gli studenti, così come tutte le categorie. Dalle elementari alle medie fino alle scuole superiori: è l'ultima idea dei sindaci che è poi diventato un appello al Governo. Ma è un tema delicato che ha già trovato la replica contraria dei presidi. Intanto, però, il tema arriverà sul tavolo di Draghi e del Ministero: «Chiediamo al Governo di introdurre subito il Green pass anche nelle scuole per salvare la didattica in presenza - si legge nell'appello promosso dal presidente nazionale di Ali (Autonomie Locali Italiane) Matteo Ricci e firmato, tra gli altri, dai sindaci di Milano  Sala, di Bologna Lepore, di Napoli Manfredi, di Bergamo Gori, di Firenze Nardella, di Mantova Palazzi, di Reggio Emilia Vecchi, di Torino Lo Russo, di Palermo Orlando, di Prato Biffoni -. C'è il rischio concreto, visto l'aumento dei contagi, che da gennaio tutte le scuole italiane vadano in Dad. Non possiamo permetterlo. È nostro dovere tutelare sia il diritto al lavoro che il diritto all'istruzione. Con il Green Pass nelle scuole, prevedendo come per le altre categorie vaccino o tampone, preserveremmo la scuola in presenza e con essa un diritto costituzionale, quello dello studio e dell'istruzione». 

Vaccino ai bambini under 5, il via «a marzo-aprile». Costa: «Strumento in più contro il virus»

«Se non agiamo subito introducendo il Green Pass rischiamo di ritrovarci con le scuole chiuse a breve, con la didattica a distanza indistintamente per tutti i ragazzi, vaccinati e non vaccinati, e con le gravi conseguenze - sanitarie, sociali, lavorative, economiche e psicologiche - che abbiamo già conosciuto in passato - concludono - I sindaci credono fortemente che questa sia l'unica strada da percorrere per il futuro della scuola e dei nostri ragazzi».

I presidi: può ledere diritto allo studio

«Comprendiamo la preoccupazione di chi si trova a dover fronteggiare la quarta ondata che sta investendo in modo particolare la fascia più giovane della popolazione - ha detto il presidente dell'Anp, Antonello Giannelli - D'altra parte la scuola necessita di una estrema e doverosa gradualità nell'introduzione di misure che potrebbero comportare una compressione del diritto all'istruzione, pur se determinate da ragione di salute collettiva».

 

Quindicimila bimbi vaccinati in un giorno

Intanto la campagna di vaccinazione per la fascia di età compresa tra i 5 e gli 11 anni, nelle regioni dove è partita, ha fatto registrare una adesione, nel primo giorno di somministrazioni, di circa 15 mila bambini. Un report parziale, un primo step che però fa guardare con discreto ottimismi i prossimi giorni, soprattutto in vista della festività natalizie. Parliamo, infatti, di una platea complessiva di 3.656.069 che potrebbe ampliarsi già nel mese di marzo con l'ok all'immunizzazione anche per la fascia degli under 5, così come annunciato ieri dal sottosegretario alla Salute, Andrea Costa.

I dati delle Regioni

Analizzando i numeri, nei prossimi giorni si potrebbe assistere ad una forte accelerazione, alla luce del fatto che proprio nel week end che si apre domani alcune regioni inizieranno le immunizzazioni pediatriche. In Lombardia sono salite a 85 mila le prenotazioni, di queste il 36,33%, cioè 30.813, provengono dall'Ats di Milano, che comprende anche Lodi. In Veneto, dove ieri sono state 1.700 le fiale inoculate, la cifra delle prenotazioni si attesta intorno alle 28 mila unità per la fascia 5-11 mentre in Sardegna sono già 4 mila. In Campania si è arrivati ieri a 2mila dosi iniettate mentre la Puglia ha una media di copertura vaccinale pediatrica superiore alla media italiana: 0,6% del target complessivo contro lo 0,4% italiano. 

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