Long Covid, il neurologo Tedeschi: «Effetti sul cervello fino al 30% dei pazienti»

Giovedì 25 Marzo 2021 di Enrico Chillè
Long Covid, il neurologo Tedeschi: «Effetti sul cervello fino al 30% dei pazienti»

Se del Covid abbiamo imparato a riconoscere i sintomi più comuni, non si può dire altrettanto degli effetti a lungo termine di cui possono soffrire tanti pazienti, anche a lunga distanza dalla loro negativizzazione e indipendentemente dalla gravità dei sintomi accusati durante il periodo dell'infezione. Le prime ipotesi si stanno però trasformando in certezze: tra i sintomi a lungo termine del cosiddetto 'Long Covid' ci sono soprattutto quelli neurologici.

 

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A distanza di mesi dall'infezione, molti guariti in tutto il mondo hanno infatti iniziato ad accusare diversi sintomi, da quelli aspecifici (come febbre, cefalea, astenia e sensazione di malessere generale) a quelli più specifici (come la perdita o l'alterazione di olfatto e gusto). Il dottor Gioacchino Tedeschi, presidente della Società italiana di neurologia (Sin), ha spiegato all'AdnKronos Salute: «Gli effetti a lungo termine del Covid sul cervello interessano il sistema nervoso centrale periferico dal 10 al 30% dei casi di chi ha avuto la malattia. Ci sono chiari segnali che indicano come il sistema olfattivo abbia un ruolo, ovvero che la via olfattiva sia quella di ingresso del virus».

 

I sintomi a lungo termine del Covid, spesso definiti Long Covid, sono molteplici e variano da paziente a paziente. Il Sars-CoV-2 può avere, a livello neurologico, effetti immediati molto gravi ma fortunatamente rari. «Il coronavirus attacca il sistema nervoso del cervello in altre due evenienze, non molto frequenti fortunatamente: le ischemie cerebrali con la tempesta citochinica e poi sono stati segnalati casi di encefalite ma questo è legato proprio al fatto stesso che parliamo di un virus» - spiega ancora il dottor Tedeschi - «Dopo 13 mesi di pandemia sappiamo qualcosa in più sugli effetti a lungo termine del Covid sul sistema nervoso, c'è un filone di ricerca specifico a livello neurologico ma ci vorrà ancora tempo. Anche dopo tre-sei mesi possono esserci dei problemi per il sistema nervoso centrale in maniera aspecifica, quindi mal di testa ma anche la 'brain fog', la nebbia cerebrale che causa problemi di memoria o concentrazioen. Un intorpidimento e rallentamento delle funzioni del cervello presente in persone nelle quali è difficile attribuire questi problemi solo allo stress dovuto alla malattia e al ricovero».

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