Coronavirus, Giulio Tarro: «Gli asintomatici non contagiano, vogliono solo prolungare il lockdown»

Giovedì 24 Settembre 2020
Coronavirus, Giulio Tarro: «Gli asintomatici non contagiano, vogliono solo prolungare il lockdown»
Un post controverso e destinato a far discutere, quello di Giulio Tarro. L'82enne virologo, da tempo su posizioni nettamente contrastanti con l'indirizzo generale della comunità scientifica, dice la sua sull'emergenza coronavirus ed affronta una lunga serie di argomenti: dalla situazione degli asintomatici fino all'efficacia dei tamponi, passando per le misure di prevenzione adottate dalle autorità locali e nazionali.

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Nel post pubblicato su Facebook, la prima presa di posizione è sugli asintomatici. La percentuale degli asintomatici sui casi totali è ancora molto difficile da calcolare (diversi studi hanno stimato percentuali discordanti, che vanno dal 20% al 90% dei casi di contagio), così come il grado di contagiosità. Giulio Tarro, però, non ha dubbi: «Le persone asintomatiche sono sane e non possono essere considerate contagiose. Il problema è sorto facendo i tamponi a tappeto, con un'alta percentuale di falsi positivi. Ora assistiamo alla diffusione non della patologia del coronavirus, ma alla resistenza anticorpale per la stessa malattia».

Il virologo messinese, ma napoletano d'adozione, propone poi una tesi un po' 'complottista': «Il fine ultimo è quello di prolungare il lockdown per una infezione le cui vittime sono inferiori da 100 a 500 volte i decessi quotidiani per patologie cardiovascolari e tumorali. Il Consiglio superiore della sanità, sin dal 25 febbraio, aveva emesso un documento in cui il tampone andava fatto solo ai sintomatici provenienti da aree in piena fase epidemica. L'asintomatico non contagia perché ha una bassa carica virale». Giulio Tarro parla anche dei tamponi: «Sono inaffidabili come mezo diagnostico perché lo stesso scopritore Mullis, premio Nobel, aveva spiegato che misura un acido nucleico che potrebbe essere anche inattivo».

Il dottor Tarro attacca poi le autorità sanitarie e politiche: «Gli obblighi di tamponi, test, mascherine e altro, come norme, sono illegittimi. Ovviamente non esiste un trattamento sanitario obbligatorio e dobbiamo sempre tenere in considerazione i danni psicologici creati da questo continuo terrorismo».



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