Vaiolo delle scimmie, cosa sappiamo: sintomi lievi, evitare rapporti sessuali. L'Oms: «Non è Covid, si può contenere»

Lunedì 23 Maggio 2022
Vaiolo delle scimmie, cosa sappiamo: sintomi lievi, evitare rapporti sessuali. L'Oms: «Non è Covid, si può contenere»

«Il virus del vaiolo delle scimmie può causare malattie gravi in ​​alcuni gruppi di popolazione, come bambini piccoli, donne in gravidanza e persone immunosoppresse». Lo precisa l'Ecdc, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, in una valutazione rapida del rischio 'monkeypox' pubblicata oggi. Relativamente ai casi che si stanno diffondendo a livello europeo e internazionale, «sono necessarie ulteriori indagini per stimare con precisione il livello di morbilità e mortalità in questo focolaio», puntualizzano gli esperti.

 

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Alle persone contagiate dal vaiolo delle scimmie «si consiglia di astenersi dall'attività sessuale e da uno stretto contatto fisico fino alla guarigione del rash cutaneo». «La maggior parte dei casi», che al momento risultano essere lievi nella sintomatologia, «può rimanere a casa con cure di supporto», ha aggiunto l'Ecdc. «Le persone infette» con il virus del vaiolo delle scimmie «dovrebbero rimanere isolate fino alla caduta delle croste» che si creano a seguito dell'eruzione cutanea causata dalla malattia, «e in particolare dovrebbero evitare contatti ravvicinati con persone immunosoppresse e animali domestici».

 

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Quanto ai contatti stretti dei casi di vaiolo delle scimmie questi «dovrebbero auto-monitorarsi per verificare l'eventuale sviluppo di sintomi per 21 giorni dopo l'ultima esposizione», aggiunge l'Ecdc. L'ente Ue continuerà a «monitorare da vicino gli sviluppi e aggiornerà la valutazione del rischio non appena saranno disponibili nuovi dati e informazioni». In totale in Europa sono stati segnalati 67 casi in nove paesi Ue (Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia)

 

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Sintomi lievi, probabilità di diffusione bassa

 

La maggior parte dei casi attuali di vaiolo delle scimmie in Europa «si è presentata con sintomi di malattia lievi e, per la popolazione più ampia, la probabilità di diffusione è molto bassa». Così Andrea Ammon, direttrice del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), che ha pubblicato una prima valutazione del rischio della malattia. «Tuttavia, la probabilità di un'ulteriore diffusione del virus attraverso uno stretto contatto, ad esempio durante le attività sessuali tra persone con più partner, è considerata alta», si legge nella valutazione dell'Ecdc.

 

 

 

L'Ecdc, in uno studio sui rischi legati al vaiolo delle scimmie, raccomanda agli Stati di concentrarsi sulla tempestiva identificazione, gestione, tracciamento dei contatti e segnalazione di nuovi casi di vaiolo delle scimmie. I Paesi, sottolinea il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie, dovrebbero anche aggiornare i loro meccanismi di tracciamento dei contatti, la capacità diagnostica per i virus del genere vaiolo (Orthopoxvirus), e rivedere la disponibilità di vaccini contro il vaiolo, antivirali e dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari. Se si verifica la trasmissione da uomo ad animale, avverte l'Ecdc, e il virus si diffonde in una popolazione animale, c'è il rischio che la malattia diventi endemica in Europa. L'Agenzia invita quindi le autorità sanitarie pubbliche umane e veterinarie a una stretta collaborazione. Le persone infette dovrebbero rimanere isolate fino alla caduta delle croste e in particolare dovrebbero evitare contatti ravvicinati con persone immunosoppresse e animali domestici. I contatti stretti dei casi di vaiolo delle scimmie dovrebbero auto-monitorarsi per lo sviluppo dei sintomi per 21 giorni dopo l'ultima esposizione.

 

Oms: non è Covid, si può contenere

 

«Non stiamo vedendo lo schema tipico della trasmissione del vaiolo delle scimmie» in questo momento. «Conosciamo questo virus da 40 anni. Nei Paesi che non hanno mai avuto casi prima, e in cui stiamo assistendo a nuovi casi, la sorveglianza si è finora concentrata su una popolazione particolare e in questo momento stiamo descrivendo cosa stiamo vedendo». È quanto ha spiegato l'epidemiologa Maria Van Kerkhove, esperta dell'Organizzazione mondiale della sanità, che si occupa di malattie emergenti e zoonosi ed è Technical lead per Covid-19. «I casi vengono rilevati nelle comunità di uomini che hanno rapporti sessuali con uomini. Ma man mano che la sorveglianza si espande, ci aspettiamo che vengano visti più casi. Dobbiamo però contestualizzare: questo virus non è Covid. Finora, anche se non ho i numeri esatti, stiamo parlando di meno di 200 casi fra confermati e sospetti. È una situazione contenibile, in particolare nei Paesi» non endemici «dove stiamo assistendo a questi focolai, in Europa e in Nord America. Ma non possiamo distogliere lo sguardo da ciò che sta accadendo in Africa e nei Paesi endemici».

 

Ora «abbiamo la sorveglianza, perché abbiamo lanciato un avviso per dire di stare attenti nei Paesi che in genere non» rilevano casi di « vaiolo delle scimmie - ha ricordato - Abbiamo lavorato con i Paesi e con i ministeri della Salute per espandere la sorveglianza, per cercare quelle persone che hanno l'eruzione cutanea» causata dalla malattia, «in modo da comprendere la reale entità dell'infezione. Chi è a rischio? La trasmissione sta davvero avvenendo da uno stretto contatto fisico, pelle a pelle. Quindi in questo senso è abbastanza diversa da Covid. La maggior parte delle persone identificate finora ha avuto una malattia più lieve, non grave». Ma serve informazione «in modo da poter prevenire la diffusione». Come spiegato anche nelle ultime indicazioni Oms per la sorveglianza, le indagini sui casi e il tracciamento dei contatti, l'obiettivo generale è quello di spezzare le catene di trasmissione da uomo a uomo e fermare l'epidemia.

 

Kyriakides: domani al comitato sicurezza sanitaria Ue

 

«Il comitato per la sicurezza sanitaria dell'Ue discuterà domani del vaiolo delle scimmie e le nostre autorità di risposta e preparazione alle emergenze sanitarie, Hera, l'Ecdc e l'Ema stanno lavorando a stretto contatto per garantire che le informazioni sulla situazione epidemiologica e la disponibilità di vaccini e trattamenti siano assicurate». Lo ha detto la commissaria Ue alla salute Stella Kyriakides, dopo la pubblicazione della prima valutazione del rischio sul vaiolo delle scimmie in Europa, diffusa dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Il comitato per la sicurezza sanitaria Ue è composto da esperti della Commissione e degli Stati membri e ha il compito di rafforzare il coordinamento e la condivisione delle informazioni sulle risposte nazionali alle minacce sanitarie.

 

«Sebbene attualmente la probabilità di diffusione nella popolazione più ampia sia bassa - ha aggiunto la commissaria - la situazione è in evoluzione e dobbiamo rimanere vigili, garantire la tracciabilità dei contatti e un'adeguata capacità diagnostica, e avere a disposizione i vaccini, gli antivirali e i dispositivi di protezione individuale necessari per gli operatori sanitari». La Commissione, ha concluso Kyriakides, «è pronta a sostenere e coordinare attivamente la risposta dell'Ue con tutte le risorse a disposizione».

Ultimo aggiornamento: 24 Maggio, 09:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA