Massimo Galli: «I medici vogliono lockdown totale. Non ripetiamo gli errori dell'estate»

Massimo Galli: «I medici vogliono lockdown totale. Non ripetiamo gli errori dell'estate»
Massimo Galli: «I medici vogliono lockdown totale. Non ripetiamo gli errori dell'estate»
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Lunedì 9 Novembre 2020, 10:34

Di fronte all'impennata dei contagi i medici chiedono un lockdown nazionale: e Massimo Galli, infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano, ospite questa mattina di Agorà su Raitre, spiega il motivo. «Siamo di fronte ad altre dolorose chiusure, che sono assolutamente necessarie» per provare a contenere l'impatto della nuova ondata di Covid-19 nel nostro Paese, «e l'appello dell'Ordine dei medici» che ha chiesto ieri il lockdown in tutta Italia «è interessante e importante in questo senso, perché in realtà esprime un parere che è assai generalizzato tra i medici di questo Paese», ha spiegato Galli.

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Come per Filippo Anelli, presidente della Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri), anche secondo Galli «bisognerebbe chiudere subito». Un lockdown totale? Secondo lo specialista «può essere ancora ragionevole considerare alcune differenze regionali, ma con estrema attenzione - ammonisce - per non correre il rischio di vanificare le posizioni prese e di non avere risultato». «Quelli che hanno un'opinione diversa ce l'hanno per motivi loro - ha aggiunto - non sulla base di un dato scientifico o di un dato di realtà». 

«Temo che non ci sia il benché minimo dubbio nel dover sottolineare che la situazione» di Covid-19 in Italia «è ampiamente fuori controllo», con «un costante incremento della diffusione dell'infezione» pur con «differenze locali e regionali», ha aggiunto Galli. «Le misure adottate devono essere applicate con estrema attenzione ed efficacia - avverte l'esperto - se vogliamo sperare di invertire una tendenza in tempi ragionevoli e non trovarci in una situazione ancora più complessa a brevissimo termine».

"IMPENSABILE RIPETERE ERRORI ESTATE" «Se sarà necessario avere una chiusura importante e significativa, per un periodo importante e significativo» in modo da piegare la curva di Covid-19 in Italia, «non è che immediatamente dopo possiamo fare la stessa cosa che è stata fatta quest'estate». Ripetere gli errori di allora sarebbe impensabile, «perché altrimenti ci ritroveremmo daccapo un'altra volta», con l'incubo di una terza ondata, ha ribadito Galli, infettivologo dell'ospedale Sacco-università Statale di Milano. «È questo», secondo lo specialista, «l'elemento che va realmente capito, ma molto bene - precisa Galli - e che non deve essere più oggetto di un tira e molla di ordine politico o di interessi particolari».

«L'interesse generale del Paese - sottolinea il medico - indica la necessità di una programmazione che consenta di capire da una parte come possiamo uscire da questa crisi nell'immediato», e dall'altra «come possiamo continuare a starne fuori finché non arriverà qualche cosa che ci metterà al riparo. Questo qualcosa probabilmente sarà soltanto il vaccino, che però - ricorda Galli - non sappiamo quando avremo, né purtroppo se l'avremo». Quanto allo stesso vaccino, fare affidamento su di esso come 'soluzione finale' contro Covid-19, «oggi sarebbe come andare in battaglia sperando di avere in mano un'arma che arriverà tra un numero imprecisato di mesi».

La distribuzione di massa del vaccino «avverrà sicuramente alla fine del primo trimestre o alla fine del primo quadrimestre del 2021», ha auspicato ieri a 'Mezz'ora in più. «O abbiamo dei dati - ammonisce il medico - o dobbiamo fare riferimento a dei portafortuna tipo lo scoiattolino rosso del mio nipotino. Sono auspici», spiega. «Io sono completamente solidale a delle posizioni di buon auspicio - precisa l'esperto - però non possiamo stare in attesa di un risultato che non sappiano se si concretizzerà e quando si concretizzerà»

"ZUCCATELLI? SU MASCHERINE LEGGENDE METROPOLITANE" «È vero che all'inizio della pandemia non avevamo molti elementi. Tutti, me compreso, abbiamo commesso qualche errore soprattutto all'inizio. Ma uno che si occupa di organizzazione sanitaria è meglio forse che non si allarmi e abbia un atteggiamento mentale per cui non si allarga su cose che non conosce e non sono alla sua portata. Quella quelle mascherine è un'affermazione completamente sbagliata, da leggenda metropolitana», ha aggiunto Galli tornando sulle polemiche che hanno investito Giuseppe Zuccatelli, nominato nuovo commissario per la Sanità calabrese, che in un video apostrofa come «inutili» le mascherine.

«Ho l'impressione - osserva il medico - che questo Paese continui con una delle sue caratteristiche, ahimè anche in una situazione così drammatica, ovvero che in determinate posizioni non si chiamano le persone sulla base competenze e della reale preparazione, ma si chiamano gli amici degli amici. Questa è la situazione che chiunque da cittadino può avere. Ce ne sono in continuazione anche ora di scelte infelici».

Centralizzare la gestione della sanità in una situazione come quella che sta vivendo l'Italia? «L'ho sempre sostenuto e sempre pensato». «L'ho imparato nel 2003 con la Sars, la sorella minore e più bonaria di questa pandemia - ricorda Galli - Dove 20 decisori in Italia avrebbero reso impossibile qualsiasi intervento, lì fu messo tutto in mano alla Protezione Civile e ne venimmo fuori. Ci furono molte polemiche. Certamente - sottolinea il medico - abbiamo bisogno di un'autorità centrale in mano a persone competenti». 

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