Covid, con diabete rischio doppio di sviluppare forme gravi. «Molti non sanno di averlo»

Lunedì 31 Agosto 2020
Covid, con diabete rischio doppio di sviluppare forme gravi. «Molti non sanno di averlo»
I pazienti con diabete «presentavano una probabilità quasi doppia di sviluppare forme gravi di Covid-19, tali da richiedere trasferimento in terapia intensiva, o forme fatali. Tuttavia, tra i pazienti identificati come diabetici durante il ricovero, uno su 5 non era a conoscenza di essere affetto da diabete». È quanto ha scoperto lo studio del Dipartimento di Medicina dell'Università di Padova, coordinato da Gian Paolo Fadini, pubblicato su 'Diabetes Research and Clinical Practice'. La ricerca ha descritto l'impatto negativo esercitato dal diabete sulla gravità della malattia da nuovo coronavirus. «Non solo il diabete pre-esistente, ma anche il diabete misconosciuto aumentano la probabilità di aggravamento respiratorio durante Covid-19», sottolinea il lavoro.

Già nel mese di marzo, «un'analisi preliminare aveva suggerito che il diabete mellito rappresentasse una delle condizioni croniche che predispongono a forme gravi di Covid-19 - ricordano i ricercatori - Il diabete mellito è una malattia metabolica cronica che, in Italia, colpisce quasi 4 milioni di persone. È caratterizzata soprattutto da alti livelli di zucchero nel sangue (glicemia) che, a lungo andare, provoca danni cronici a cuore, reni, occhi e nervi». Lo studio nasce dallo sforzo coordinato di docenti, dottorandi e specializzandi del Dipartimento di Medicina coinvolti nella ricerca Covid-19 e nell'assistenza a malati Covid. «Grazie all'imprescindibile collaborazione con le Unità di Malattie infettive e di Fisiopatologia respiratoria, è stato possibile raccogliere i dati di oltre 400 pazienti ricoverati per Covid-19 e seguirne il destino durante la fase acuta della malattia», sottolineano gli autori.


Stimiamo che in Veneto ci siano oltre 50mila persone che sono affette da diabete senza saperlo - spiega Angelo Avogaro, co-autore dello studio e direttore della Diabetologia dell'Azienda ospedale-Università di Padova - perché il diabete può rimanere a lungo asintomatico». Secondo Gian Paolo Fadini, autore principale della ricerca, «è anche possibile che la potentissima infiammazione che si sviluppa in corso di Covid-19 abbia scatenato la comparsa del diabete in un certo numero di pazienti». Dal lavoro è emerso il dato preoccupante secondo cui il rischio di progressione del Covid-19 verso forme gravi era più elevato nei pazienti in cui il diabete era misconosciuto rispetto a coloro in cui il diabete era noto e trattato.

«Da tempo sappiamo che è necessario far emergere il cosiddetto diabete sommerso - prosegue Avogaro - e ora abbiamo un motivo in più per farlo, per poter curare più adeguatamente il diabete ed il Covid-19». La ricerca ha portato alla luce anche nuovi dati su quali possano essere i motivi che rendono i pazienti con diabete così suscettibili allo sviluppo di forme gravi di Covid-19. «Abbiamo notato che i pazienti diabetici, durante il ricovero ospedaliero per Covid-19, presentavano - sottolinea Mario Luca Morieri, co-autore dello studio ed esperto di analisi dati - livelli peggiori della maggior parte degli esami di laboratorio, ma l'elemento chiave è sicuramente l'aggravamento rapido della funzione respiratoria». «Questo dato è spiegabile - conclude Fadini - perché sappiamo che l'iperglicemia nel diabete provoca danni praticamente in tutti gli organi e tessuti».
Ultimo aggiornamento: 12:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA