Coronavirus, cosa fare se si è entrati in contatto con un positivo. Tutto quello che c'è da sapere

Sabato 24 Ottobre 2020

Il numero dei contagi da coronavirus cresce e con lui anche la possibilità che si possa entrare a contatto con una persona positiva. Cosa fare se si entra in contatto con una persona che ha contratto il virus. Il  professor Pierangelo Clerici, presidente dell’Associazione Microbiologi Clinici Italiani spiega come prima cosa che la corsa al tampone è inutile.

 

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In un'intervista all'Huffington Post Italia ha chiarito che una persona venuta in contatto con un positivo deve restare in isolamento per 10 giorni da quando avviene la segnalazione, trascorso il periodo ci si deve sottoporre a un tampone per verificare se si è negativi o meno. L'esperto chiarisce che un eventuale positività emerge dopo 48-72 ore dall'eventuale contagio, quindi correre a fare il tampone è inutile e potrebbe dare falsi esiti positivi, quindi spingere il soggetto ad uscire di casa e a contagiare potenzialmente altre persone.

 

Anche se si risulta negativi al test, se si è stati a contatto con un positivo, è bene restare a casa in isolamento per 10 giorni: «L’esito del tampone negativo ci ‘libera’ solo se effettuato dal decimo giorno di isolamento fiduciario in poi: questo è dovuto al periodo di incubazione del virus, che oscilla tra i 5 e i 10 giorni», chiarisce.

 

Clerici chiarisce poi il punto sulle persone guarite dal covid e come devono comportarsi in caso di contatto con un positivo: «Essersi contagiati mesi prima e risultare ormai da tempo guariti non esclude che un soggetto possa avere un nuovo contagio oggi, positivizzarsi ed essere ancora in grado di trasmettere il virus, pur non sviluppando sintomi perché provvisto di anticorpi che ‘bloccano’ la malattia. In generale, sempre meglio l’isolamento»

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