Unghie perfette sotto il sole? I consigli della Coach delle Unghie amata da social e vip

Michela May, la Coach delle Unghie più famosa del web
Michela May, la Coach delle Unghie più famosa del web
di Caterina Carpanè
4 Minuti di Lettura
Domenica 31 Luglio 2022, 12:02

C'è chi ha un appuntamento fisso ogni mese, chi preferisce occuparsene in autonomia, chi invece la riserva a un'occasione speciale, come le tanto attese vacanze: la cura delle unghie di mani e piedi è una pratica sempre più richiesta, soprattutto in questo periodo dell'anno in cui si trascorrono molte ore all'aria aperta, spesso indossando sandali e flip flop.  «La manicure ci fa bene, non tanto per il risultato estetico, ma proprio come momento dedicato a noi stessi»: ne è convinta Michela May, l'onicotecnica amata da celebrities come Noemi, Elodie e Belen Rodriguez e seguita da oltre 70 mila follower solo su Instagram, che ora ha raccolto nel libro "La coach delle unghie" (Rizzoli) l'ABC della cura delle mani, con informazioni, tutorial e idee creative, differenziate per ogni periodo dell'anno.

Unghie, mai senza protezione solare

«La maniroutine va modificata in base alle stagioni, perché varia il clima e cambiano le nostre abitudini, - spiega Michela May. - È necessario fare attenzione ad alcuni componenti ed attivi: se d'inverno prediligiamo texture più ricche, in estate meglio optare per prodotti fluidi ed evitare i peeling a base di acido glicolico che può essere fotosensibilizzante». Quali sono dunque le regole d'oro per una manicure estiva, secondo la Coach delle Unghie? `«Come per il resto del corpo, anche per mani e piedi non bisogna mai dimenticare la protezione solare, per difendersi dai raggi UV e mantenere intatto il film idrolipidico delle unghie. Le mani e i piedi vanno poi idratati, utilizzando una crema o un siero seguiti dall'olio per le cuticole due volte al giorno. In vacanza abbiamo molto più tempo a disposizione, quindi consiglio sempre un impacco a base di burro di karité due volte alla settimana, indossando dei guanti per incrementarne l'effetto».

Il mini kit per mani perfette in vacanza

Nonostante la corsa al centro estetico a poche ore dal volo, capita di ritrovarsi in spiaggia con lo smalto rovinato, un'unghia scheggiata o quelle fastidiose pellicine sempre più secche. Eppure basta qualche prodotto multifunzione per mantenere mani e piedi perfetti anche a bordo piscina. «In valigia porterei sicuramente un bastoncino d'arancio, da utilizzare nel lato obliquo per spingere le cuticole, e un buffer (lima con grana finissima a forma di mattoncino, ndr). Possiamo usarlo ai lati dell'unghia se sentiamo qualcosa che gratta, ma anche se percepiamo delle screpolature: si può passare sulle pellicine e limitare il problema. Aggiungerei poi un siero idratante ad asciugatura rapida da spalmare sul dorso e una crema per i piedi: dopo una passeggiata sul lungomare, è necessario prendersi cura anche dei talloni», consiglia Michela May, che segnala l'importanza di inserire nel beautycase «un olio di mandorle, da applicare sulla pelle umida dopo la doccia, massaggiando con cura le cuticole» e di una lima «per il classico e temuto momento in cui un'unghia si spezza improvvisamente».

Sì a gel e smalto, ma attenzione al colore

«Ricordiamoci di portare sempre uno smalto del nostro colore preferito, sia per la manicure classica che per nascondere l'effetto ricrescita di gel e semipermanente», fa sapere Michela. Ma come fare quando cloro e sale modificano il colore, opacizzando e schiarendo nuance come corallo, azzurro e rosa cipria? «Si può ovviare al problema applicando una semplice base smalto trasparente anche alla manicure realizzata dall'onicotecnica di fiducia, oltre che un top coat protettivo». Grande libertà invece nella scelta dei colori, dai toni freschi e brillanti: «Quest'anno vanno molto arancio, verde primavera e marrone, che però vanno abbinati al nostro incarnato. L'arancio può diventare un corallo, il verde un color salvia, il marrone può essere declinato nelle versioni cioccolato o rouge noir.  Non sentiamoci schiacciati dalle tendenze, ma cerchiamo di reinterpretarle secondo le nostre caratteristiche!».

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