Vaccino sospeso, Garattini: «Tra qualche giorno si potrebbe già ripartire»

Giovedì 10 Settembre 2020 di Valentina Arcovio
Vaccino sospeso, Garattini: «Tra qualche giorno si potrebbe già ripartire»

«Non è una bocciatura. Al momento è solo una battuta d'arresto, si auspica molto breve, che ci dimostra un principio fondamentale del metodo scientifico e cioè l'importanza della trasparenza dei risultati». È così che Silvio Garattini, presidente dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, commenta l'annuncio di AstraZeneca di aver sospeso temporaneamente la sperimentazione del suo vaccino contro il nuovo coronavirus. Si tratta di uno dei vaccini anti-Covid più avanti nei test, sviluppato dall'Università di Oxford e con il contributo dell'azienda italiana Irbm di Pomezia.

Professore, cosa è successo al vaccino anti-Covid più promettente?
«Non è successo nulla di così strano. Può infatti capitare che durante uno studio clinico controllato su un farmaco insorgano eventi avversi che possono riguardare uno o più pazienti e che vanno approfonditi prima di continuare la sperimentazione. Nel caso del vaccino sviluppato dall'Università di Oxford, i ricercatori hanno registrato un evento avverso sospetto e AstraZeneca, in modo corretto, ha deciso di fermare tutto e indagare prima di andare avanti con i test clinici in altri paesi, come da programma».
 

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Tutto fermo, la sperimentazione del vaccino anti-Covid deve bloccarsi subito. E ora si potrebbe allungare l'attesa, per uscire dall'incubo. La casa biofarmaceutica AstraZeneca ha comunicato infatti la necessità di sospendere temporaneamente la sperimentazione del vaccino anti-Covid, quello interessato proprio dallo studio italo-inglese, per una reazione avversa manifestata da un volontario in Gran Bretagna.


Qual è l'evento avverso che ha spinto AstraZeneca a bloccare i test clinici?
«Ritengo che bisogna evitare il più possibile di entrare nei dettagli. La cosa migliore per tutti è invece quella di aspettare e di vedere quando lo studio avviato ora sulla sperimentazione sarà completo. Insomma aspettiamo le valutazioni del comitato indipendente chiamato a fare luce su questa situazione e poi traiamo le nostre conclusioni».
 

Cosa dovrebbe stabilire di preciso il comitato indipendente?
«Due sono le ipotesi che il comitato indipendente dovrà valutare. La prima è che sia stato il vaccino ad aver causato l'evento avverso segnalato e cioè che il soggetto si è ammalato a causa del prodotto sperimentato. In questo caso bisogna capire se c'è un motivo per cui questo evento avverso sia capitato solo a una persona. La seconda ipotesi è che quanto successo al soggetto in questione non ha nulla a che vedere con il prodotto testato. In altre parole, il vaccino non è la causa del problema. Un'eventualità, quest'ultima, che può facilmente capitare quando una sperimentazione clinica coinvolge un ampio numero di soggetti. Del resto è questo lo scopo della sperimentazione: verificare che un vaccino sia sicuro ed efficace prima di passare alla sua distribuzione di massa».

Se non è colpa del vaccino, cosa può essere successo al soggetto che si è ammalato?
«Durante la sperimentazione di un farmaco può capitare che uno dei volontari abbia ad esempio un infarto e questo non è necessariamente legato ai test. Potrebbe essere qualcosa che sarebbe successa comunque, a prescindere dalla sperimentazione».

Quanto tempo potrebbe impiegare il comitato indipendente per stabilire quale sia l'ipotesi giusta e quindi stabilire se continuare o meno con la sperimentazione?
«In genere, valutazioni di questo tipo richiedono qualche giorno. E' possibile che i tempi si riducano ulteriormente considerata l'attuale situazione di emergenza».

Qualsiasi sia il responso del comitato indipendente, non crede che notizie del genere possano compromettere la reputazione dei vaccini?
«In realtà credo il contrario o quanto meno dovrebbe essere così. Notizie come queste infatti dovrebbero rassicurare l'opinione pubblica perché dimostrano che quando si segue il metodo scientifico non si nasconde nulla e si dà massima priorità alla sicurezza. Non c'è alcun interesse, da parte di nessuno, a distribuire un vaccino pericoloso».

Ultimo aggiornamento: 12:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA