Droga, un apparecchio impiantato nel cervello può guarire dalla tossicodipendenza

Venerdì 8 Novembre 2019
Droga, un apparecchio impiantato nel cervello può guarire dalla tossicodipendenza
Un apparecchio nel cervello per eliminare la dipendenza dalla droga. È la nuova frontiera delle ricerche sulla tossicodipendenza, già in via di sperimentazione negli Stati Uniti, dove il consumo di oppioidi coinvolge milioni di persone. La tecnica consiste nell'impiantare chirurgicamente degli elettrodi nel cervello (una forma di terapia che già si applica per altre patologie, per esempio l'epilessia), in modo da produrre una stimolazione cerebrale profonda e frenare così una condizione psicopatologica caratterizzata dall'uso compulsivo di oppiacei. I chirurghi della West Virginia University hanno eseguito per la prima volta questo tipo di intervento su un 33enne, Gerod Buckhalter, per provare a frenare la dipendenza. L'apparecchio, una sorta di pacemaker, agisce sul cervello, lo costringe a produrre piccole quantità di dopamina che possono interferire sul circuito della ricompensa innescato dalla dipendenza e alleviarne i sintomi prima che il paziente senta la necessità di assumere oppioidi.

Questo tipo di procedura è già stata tentata in Olanda e in Cina - riporta il quotidiano  
Daily Mail - per ora il paziente si sta riprendendo bene anche se il dispositivo ancora non è stato acceso. Nel corso dell'ultimo decennio, Gerod Buckhalter ha avuto diverse overdosi a causa della sua dipendenza da oppioidi e da benzodiazepine. Ha provato diversi metodi di cura che però non hanno sortito alcun effetto. «La dipendenza è una malattia del cervello che coinvolge i centri di ricompensa - ha spiegato Ali Rezai, il chirurgo che ha guidato l'équipe -dobbiamo esplorare nuove tecnologie, come l'uso della stimolazione cerebrale profonda, per aiutare chi è gravemente colpito dalla dipendenza dall'uso di oppiacei». © RIPRODUZIONE RISERVATA