Vaccini, Ecdc: «Da soli non bastano contro Omicron». L'obbligo domani sul tavolo dei leader Ue

A Natale occorre maggiore prudenza dicono gli esperti sanitari del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie

Omicron, Ecdc: «Vaccini non bastano per frenare la variante, restrizioni a Natale»
Omicron, Ecdc: «Vaccini non bastano per frenare la variante, restrizioni a Natale»
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Mercoledì 15 Dicembre 2021, 15:25 - Ultimo aggiornamento: 16:56

I vaccini non bastano per proteggersi dalla nuova variante Omicron. Servono anche restrizioni ai movimenti e riduzione dei contatti. Approva la soluzione italiana, indirettamente,  l'Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. «La probabilità di un'ulteriore diffusione della variante Omicron è molto elevata e la sola vaccinazione non ci permette di prevenirne l'impatto; è urgente una forte azione per ridurre la trasmissione e contenere l'impatto sui sistemi sanitari. Una rapida introduzione di misure non farmaceutiche è necessaria per ridurre la trasmissione della variante Delta e rallentare Omicron». È quanto dichiarato da Andrea Ammon, la direttrice dell'Ecdc, il centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie.

L'obbligo vaccinale. I capi di Stato e di governo dell'Ue domani a Bruxelles si confronteranno anche sull'opportunità di introdurre o meno nei singoli Stati membri dell'Ue l' obbligo di vaccinarsi contro la Covid-19. «Ci si può attendere che la questione venga affrontata» nel Consiglio Europeo, spiega un alto funzionario Ue. «È possibile che ci sia uno scambio su questo» durante il dibattito domattina sulla situazione epidemiologica, prevede la fonte, ricordando che decisioni in questo campo non sono di competenza dell'Ue, ma esclusivamente degli Stati nazionali. Stamani la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, che aveva già aperto alla discussione sull' obbligo vaccinale, ha sottolineato, a Strasburgo, che il «prezzo» che l'Europa paga a causa delle persone che rifiutano di vaccinarsi contro la Covid-19 sta diventando «sempre più alto».

Cosa dice il Centro Ecdc

In una nota diffusa questo pomeriggio l'Ecdc comunica che «la situazione epidemiologica generale in Europa è ancora caratterizzata da un alto tasso di notifica dei casi e da un tasso di mortalità basso, ma in lento aumento, guidato dalla trasmissione in corso della variante Delta che rimane attualmente la variante più prevalente. Tuttavia, in base alle previsioni dei modelli è probabile che la variante Omicron diventi la variante dominante in Europa entro i primi due mesi del 2022. I dati sono attualmente troppo limitati per valutare la gravità della malattia causata da Omicron nella popolazione europea. Tuttavia, anche se la gravità della malattia causata da Omicron è uguale o inferiore alla gravità di Delta, la maggiore trasmissibilità e la conseguente crescita esponenziale dei casi supereranno rapidamente qualsiasi beneficio di una gravità potenzialmente ridotta. Si ritiene quindi molto probabile che Omicron causerà ulteriori ricoveri e decessi, oltre a quelli già previsti nelle precedenti previsioni che prendono in considerazione solo la Delta».

Classificazione: rischio molto alto

Il rischio per la salute pubblica è rappresentato dalla diffusione della variante Omicron nel contesto della trasmissione già in corso della variante Delta. Perciò il Centro europeo alza il livello di guardia classificando come molto alto il rischio sanitario a causa della diffusione della variante Omicron. Nell'ultimo rapporto di valutazione del rischio sono due gli aspetti che più preoccupano il centro europeo: il primo sono i dati che suggeriscono una riduzione dell'efficacia del vaccino nel contrastare l'infezione; il secondo è la velocità di diffusione della variante, che si prevede diventerà dominante già a inizio 2022. 

Il nodo vaccini

«L'efficacia dei vaccini contro gli esiti gravi causati dalla variante Delta rimane alta - si legge nella nota - Al 9 dicembre 2021, la copertura vaccinale degli europei è pari al 66,8%». Si registra un lento aumento nella somministrazione delle terze dosi di richiamo. «Nel complesso, il progresso nell'adozione rimane disomogeneo tra i paesi, con quattro paesi dell'Unione Europea che riportano ancora meno del 50% di adozione completa del vaccino nelle loro popolazioni totali».

Le prime evidenze degli studi di neutralizzazione in vitro, non ancora sottoposti a peer-review, mostrano una ridotta capacità di neutralizzazione del virus Omicron da parte dei soggetti vaccinati e anche dei guariti, si sottolinea aggiungendo «sebbene persistano grandi incertezze», una frase che rende l'evoluzione rapidissima della situazione e delle informazioni a nostra disposizione.

Terza dose? Meglio dopo tre mesi

«Inoltre, non ci sono ancora sufficienti dati reali sull'efficacia dei vaccini autorizzati nell'UE contro Omicron. Secondo le prove attualmente disponibili, per gli esiti gravi causati da Delta e potenzialmente da Omicron, le dosi di richiamo aumenteranno la protezione, e l'impatto sulla popolazione dovrebbe essere maggiore se la dose di richiamo viene somministrata alla maggior parte della popolazione adulta entro un breve intervallo. I dati attualmente disponibili supportano la somministrazione sicura ed efficace di una dose di richiamo già a tre mesi dal completamento della vaccinazione primaria. Accorciare l'intervallo di somministrazione a tre mesi può richiedere un adattamento dei piani nazionali di distribuzione del vaccino».

Perché servono le restrizioni - Dopo queste premesse, nel comunicato redatto dall'Ecdc, si spiega perché sono necessarie anche misure restrittive. «I risultati della modellazione matematica dimostrano che sono necessarie anche forti e immediate riduzioni dei tassi di contatto per evitare un alto picco di casi causati dal Covid-19 Omicron e per mantenere il carico di salute e mortalità legato al Covid-19 gestibile a breve termine, anche con un'immediata accelerazione della diffusione del vaccino», si legge. 

Ridurre i tassi di contatto vuol dire soprattutto attenzione, prudenza e anche restrizioni. L'Ecdc raccomanda fortemente di implementare gli "interventi non farmacologici" in vista di una prevalenza di Omicron. Che vuol dire? Sono considerati interventi non farmacologici le azioni, i comportamenti e le scelte, come quella di vaccinarsi. Sono le strategie di mitigazione che una comunità può adottare. Possono essere anche l'uso della mascherine, l'igiene delle mani, il distanziamento fisico. Sono i divieti dei grandi raduni pubblici o privati (come i concerti in piazza di fine anno), la riduzione dei contatti, la promozione del telelavoro, un esteso sistema di tracciamento.

Natale in famiglia: prudenza - Inoltre, l' ECDC invita le autorità a «prendere in considerazione la possibilità di consigliare una riduzione degli incontri inter-familiari e di esercitare ulteriore cautela durante i viaggi e/o laddove sia previsto gli incontri intergenerazionali durante le festività natalizie». 

«Il rafforzamento immediato di queste misure rallenterà la diffusione di Omicron e permetterà ai paesi di guadagnare tempo per un'ulteriore diffusione della vaccinazione, comprese le dosi di richiamo, e per prevenire un impatto elevato improvviso dalla diffusione di questa variante. Senza la riduzione dei tassi di contatto e l'aumento della vaccinazione di richiamo, i livelli di trasmissione potrebbero rapidamente sopraffare i sistemi sanitari», continua la nota.

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