Malattie croniche e paura del Covid: non saltare le visite dal medico. C'è un filo diretto

Giovedì 14 Gennaio 2021

La pandemia Covid-19 rende ancora difficile, anche per i pazienti affetti da malattie croniche come la psoriasi, l’artrite psoriasica e l’artrite reumatoide, un continuo rapporto con gli ambulatori dove sono in cura. Un’informazione da fonti diverse, a volte contraddittoria, ha generato incertezza nel paziente e timore di contagiarsi andando dal medico o in ospedale. Per venire incontro a questo disagio diffuso l’Associazione psoriasici italiani Amici della Fondazione Corazza, l’Associazione nazionale malati reumatici con il contributo non condizionante di Amgen hanno lanciato l’iniziativa “Resta in contatto con il tuo medico” per informare i pazienti sull’importanza di continuare le cure. Un gruppo di dermatologi, reumatologi e medici di medicina generale hanno messo a punto un documento con una serie di informazioni e raccomandazioni per i pazienti.

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Ecco l’elenco dei siti di pazienti e società scientifiche, secondo la patologia, nei quali si possono trovare informazioni e documento: apiafco.org (psoriasici), e anmar-italia.it (reumatologici), adoi.it (Associazione dermatologi ospedalieri), sidemast.org (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse) e reumatologia.it/emergenza-covid-19 (Società italiana reumatologia). Psoriasi, artrite reumatoide e artrite psoriasica sono patologie croniche spesso invalidanti che potrebbero peggiorare notevolmente senza le cure adeguate. Coinvolgono l’intero organismo, quindi l’abbandono delle cure, la diminuzione non controllata dal medico o la mancanza di controlli possono provocare complicanze anche in altri apparati come in quello cardiovascolare. I dati disponibili sulle terapie innovative usate per combattere psoriasi e artrite reumatoide, assicurano gli specialisti, non aumentano il rischio di contrarre l’infezione. Recenti studi, inoltre, dimostrano che una patologia cronica non controllata può predisporre ad una malattia Covid-19 più severa.

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Ultimo aggiornamento: 12:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA