Zona gialla Lombardia, Lazio, Piemonte (che rischia l'arancio) e Sicilia da lunedì. Il caso Umbria

La variante Omicron corre: regioni bianche rischiano di passare rapidamente in giallo per andare dritte verso l'arancione

Venerdì 31 Dicembre 2021 di Stefania Piras
Zona gialla entrano Lombardia, Lazio, Piemonte e Sicilia. Verso la zona arancione Marche, Veneto, Friuli e Calabria

Da lunedì entrano in zona gialla la Lombardia, il LazioPiemonte e la Sicilia. Queste 4 regioni hanno superato i parametri della zona bianca perché registrano un aumento di ricoveri e di pazienti Covid che entrano in terapia intensiva: rispettivamente oltre il 15% e oltre il 10%. È in arrivo l'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza.  C'è un caso, quello del Piemonte che è sintomatico della velocità della variante Omicron. Il Piemonte sarà "trasferito d'urgenza" in zona gialla che rischia di essere solo una breve anticamera prima della zona arancione. Perché? Il Piemonte è in zona bianca e arriva in zona gialla con parametri già molto critici. In sintesi: se la situazione non migliora è destinato a rimanere poco in zona gialla e ad approdare rapidamente in zona arancione. Idem per la Sicilia che ha i ricoveri già al 20%. 

Diverse regioni già in zona gialla viaggiano spedite verso la zona arancione. Sono la Calabria, le Marche, il Friuli Venezia Giulia e il Veneto. Rimangono in zona gialla anche le province autonome di Trento e Bolzano, e la Liguria. 

Le zone colorate servono per capire bene com'è la situazione degli ospedali in una regione. Il cambio di colore quindi serve a informarci se la situazione è in peggioramento e quindi a comportarci di conseguenza. Bisogna comunque tenere a mente che il virus circola e anche in modalità sostenuta: l'incidenza dei casi è raddoppiata nel giro di una settimana e su tutto il territorio nazionale si registra un forte aumento di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (124.707 contro i 62.669 della settimana precedente). Vuol dire che i positivi rilevati dal Sistena sanitario nazionale non sono solo le persone che lo scoprono perché sono stati a contatto con altri positivi.

Omicron corre a prescindere dai tamponi che producono i tassi di positività e lo si vede anche dalla percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti che è in diminuzione (21% contro 27% la scorsa settimana) a fronte di un'impennata di casi (783 casi su 100.000 di questa settimana contro i 351 per 100.000 abitanti della settimana prima). Viene infatti segnalata la percentuale in aumento dei casi rilevati attraverso la comparsa dei soli sintomi (48% contro 45%). Questo collimerebbe anche con il boom di chiamate al Pronto soccorso che ingolfa ulteriormente il sistema, occupato a tracciare e a separare già al momento del triage (telefonico o meno) i pazienti Covid dai sospetti Covid e da tutti gli altri, tipo una persona con un infarto in corso. Altra informazione che ci dice che il virus sta comparendo presto e viene diagnosticato anche prima di avere una conferma attraverso un tampone, è l'indice di trasmissione, l'Rt, è più alto in quello calcolato sui sintomi: 1,22. Mentre quello calcolato sulle ospedalizzazioni è più basso: 1,11. In entrambi i casi è più alto di 1, quindi sopra soglia. 

Piemonte

Il Piemonte è ancora per pochi giorni in zona bianca. Da lunedì sarà in zona gialla ma la situazione dei contagi e dei ricoveri è in rapidissima evoluzione (dovuta alla velocità di trasmissione di Omicron) al punto che già ora ha caratteristiche più simili a una regione che sta per entrare in zona arancione rispetto a una regione che si trasferisce dalla zona bianca alla zona gialla. L'indice di trasmissibilità è alto: 1,35 e poi come si vede nel grafico qui in basso la situazione è già critica: terapie intensive al 16% e ricoveri al 20%. Sono numeri molto simili a quelli del Veneto che è una regione in zona gialla da 11 giorni e che si prepara ad entrare in arancione. Il Veneto infatti ha le terapie intensive al 18% e i reparti al 19%. 

Lombardia

Cosa cambia dal bianco al giallo? «Non ci sono variazioni sulle misure da rispettare da parte dei cittadini, perché l'utilizzo della mascherina all'aperto è già prevista per tutte le fasce, compresa quella bianca», ha spiegato il presidente della Lombardia Attilio Fontana. «L'espansione della variante Omicron - spiega il presidente - ha accelerato la diffusione del virus, che per il momento, soprattutto sui soggetti vaccinati, si sta dimostrando meno aggressiva delle precedenti. L'arma per superare anche questa nuova recrudescenza rimane la vaccinazione». Se tutti si vaccinano «riusciremo a contenere la situazione e soprattutto garantire la tenuta delle strutture ospedaliere», ha aggiunto. «Auguri a tutti - ha concluso Fontana - di trascorrere questo fine e inizio d'anno con lo stesso senso di responsabilità dimostrato finora, ma anche con un pizzico di ottimismo per il futuro. Perché come ci dicono gli esperti la situazione si è fatta nuovamente un pò complicata, ma non bisogna farsi prendere dal panico, in quanto, grazie ai vaccini, non è lontanamente paragonabile allo scorso anno e ancora una volta, uniti, la supereremo».

Lazio

L'incidenza dei casi in Lazio aumenta in modo significativo. La regione è passata da 286 casi su 100mila abitanti della scorsa settimana a 518 casi ogni 100mila abitanti rilevati in questa ultima settimana. Inoltre aumentano i ricoveri nei reparti ospedalieri arrivati al 18%. 

 

Sicilia

L'incidenza dei casi in Sicilia è quasi raddoppiata passando da 198 a 393 casi su 100mila abitanti nel giro di una settimana. L'indice di trasmissibilità è pari a 1,25. La situazione dei ricoveri ospedalieri e delle terapie intensive è critica, più vicina in prospettiva e se i contagi non scendono, a scenari da zona arancione. 

Umbria: indice di trasmissione molto elevato

Molto delicata anche la situazione in Umbria dove c'è un boom di casi: si è passati da un'incidenza di 384 casi su 100mila abitanti a 1.485. La regione è in zona bianca ma mostra l'indice Rt più alto di tutte le regioni italiane: 1,52, con i ricoveri abbondantemente sopra la soglia della zona bianca (al 18%) e quelli in terapia intensiva appena sotto l'asticella che fa scattare il cambio colore. Questo si deve alla crescita dei contagi ma anche dei focolai presenti sul territorio. Esemplare il caso del Comune di Fabro che abbiamo raccontato qui.  

Regioni verso l'arancione 

Liguria 

La Liguria rimarrà in zona gialla ma non è escluso il passaggio in zona arancione in prospettiva visto che i reparti ospedalieri sono pieni al 28%, mentre le rianimazioni al 20%. L'incidenza dei casi, tuttavia, mostra questa settimana una progressione meno martellante delle altre regioni. La Liguria è passata da 432 casi per 100mila abitanti della scorsa settimana a 568 rilevati questa settimana. E nonostante sia la regione con le terapie intensive più piene d'Italia i ricoveri Covid si sono assestati attorno a una media di 60 al giorno. Lo ha detto il direttore generale di Alisa Filippo Ansaldi che ha commentato gli effetti del «combinato disposto» tra la campagna vaccinale e la diffusione della variante Omicron, più contagiosa ma meno aggressiva. «È un dato importante, perché quando ci troviamo davanti a un'accelerazione della pandemia è molto difficile controllare gli accessi in ospedale - rimarca Ansaldi -. L'ascesa dei posti letto di media intensità occupati nei nostri ospedali si sta appiattendo, un dato molto significativo».

Veneto

Il presidente della regione Luca Zaia vede già il Veneto in zona arancione. E non solo per la nuova impennata di casi (oggi si contano circa 9.000 nuovi positivi). «Oggi siamo in un contesto di guerra - ha detto - rispetto al fare testing e screening: il contact tracing sta saltando con questi numeri». Il Veneto ha un indice Rt pari a 1,19. 

Marche

Il presidente Acquaroli ha detto giorni fa che il passaggio in zona arancione è «inevitabile». I parametri per la zona arancione sono: terapie intensive occupate oltre o al 20% e ricoveri sopra al 30%. L'incide Rt è pari a 1,14. L'incidenza è passata da 264 casi su 100mila abitanti a 315. Sono 54 i casi di variante Omicron accertati nelle Marche. Lo riferisce l'Osservatorio Epidemiologico Regionale. Per ulteriori 30 casi sono in corso le verifiche.  

Calabria 

La Calabria è considerata una regione «ad alta probabilità di progressione a rischio alto». L'incidenza è passata in 7 giorni da 207 casi su 100mila abitanti a 358. I reparti ospedalieri sono pieni quasi al 30% (29% per l'esattezza ed è il dato più alto a livello nazionale). E le terapie intensive sono piene al 15%. 

Friuli Venezia Giulia

L'indice Rt del Friuli è pari a 1. L'incidenza è passata in una settimana da 419 a 593 casi su 100mila abitanti. La percentuale di positività calcolata sui tamponi eseguiti è del 16,61%. 

Ultimo aggiornamento: 1 Gennaio, 15:58