Variante Delta in 100 Paesi, ecco perché fa paura

Domenica 4 Luglio 2021
Variante Delta in 100 Paesi, ecco perché fa paura

La variante Delta del coronavirus si sta ormai diffondendo in tutto il mondo, causando ondate di contagi. Identificata per la prima volta in India, la Delta rappresenta ora il 25% dei nuovi casi di Covid-19 negli Stati Uniti e, a breve, dovrebbe diventare la versione dominante del virus che circola nel Paese, secondo i Centers for Disease Control and Prevention. In un briefing della scorsa settimana, il dottor Anthony Fauci, il principale esperto di malattie infettive della nazione e direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, ha definito la variante Delta «la più grande minaccia» negli Usa.

 

 

 

Variante Delta, l'allarme


Perché questa tipologia di coronavirus spaventa? La variante Delta è stata dichiarata «preoccupante» dall’Organizzazione mondiale della sanità in maggio. Una designazione viene utilizzata quando la tipologia di virus è più trasmissibile, provoca malattie più gravi o riduce l’efficacia dei vaccini o dei trattamenti. La Delta, ufficialmente nota come B.1.617.2, è la più contagiosa di tutte le varianti conosciute finora. Nel Regno Unito, dove ha provocato oltre il 95% dei nuovi casi di Covid-19, gli studiosi hanno affermato che questa variante potrebbe essere dal 40 al 60% più trasmissibile rispetto alla alfa, che nei mesi scorsi aveva messo in ginocchio Londra.

 

 

 

L’Oms nei giorni scorsi ha lanciato l’allarme: il mondo è in «un periodo molto pericoloso» della pandemia di Covid-19, con la variante Delta identificata ormai in quasi 100 Paesi. E si sta già evolvendo. In India, i ricercatori hanno osservato mutazioni che hanno chiamato “Delta plus”. Per stabilire la pericolosità di una variante viene studiato il livello di trasmissibilità: «Se per confronto osserviamo il ceppo originale, la variante inglese, Alpha, e ora quella Delta, notiamo che c’è una differenza nella trasmissibilità, così come per la possibilità di esiti più pericolosi», ha affermato il dottor Alejandro Perez, medico di medicina interna con sede a Naples, Florida.

I ricercatori nel Regno Unito hanno inoltre segnalato un cambiamento nei sintomi: i dati vengono raccolti in un’app che più di 4 milioni di persone nel Paese hanno scaricato per segnalare quotidianamente stato di salute, vaccinazione e altre informazioni demografiche. Dai dati emerge che i sintomi più comuni di Covid-19 associati alla variante Delta sono mal di testa, mal di gola, naso che cola e febbre. Negli Stati Uniti  sono stati segnalati mancanza di respiro, tosse e altri problemi polmonari.

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Ormai la variante è diffusa in tutto il mondo, e sta alimentando nuovi focolai. Diverse città in Australia, tra le quali Sydney e Brisbane, hanno imposto rigidi blocchi per frenare la diffusione del virus. In Bangladesh è stato registrato il più alto numero di morti in un solo giorno dall’inizio della pandemia fino ad oggi. In Sudafrica è stato mantenuto il coprifuoco notturno e sono state introdotte nuove restrizioni ai viaggi.
L’invito degli esperti è quello di procedere in modo spedito con la campagna vaccinale. I farmaci immunizzanti sembrano infatti offrire una buona protezione contro la variante Delta, a patto di avere ricevuto due dosi, fatta eccezione per il Johnson&Johnson.

 

 

Ultimo aggiornamento: 21:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA