Vaccino, da AstraZeneca a Pfizer e Moderna: quante dosi ha usato l'Italia? E ad aprile arriva il monodose Janssen

Vaccino, da AstraZeneca a Pfizer e Moderna: quante dosi ha usato l'Italia? E ad aprile arriva il monodose Janssen
Vaccino, da AstraZeneca a Pfizer e Moderna: quante dosi ha usato l'Italia? E ad aprile arriva il monodose Janssen
di Diodato Pirone
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Venerdì 12 Marzo 2021, 11:40 - Ultimo aggiornamento: 17:01

Alle 6 di questa mattina in Italia risultavano vaccinate quasi 6,2 milioni di persone (6.219.849 per l'esattezza) di cui 1,8 milioni anche con la seconda dose. Questo significa che il 7% degli italiani ha ricevuto almeno la prima somministrazione. Un dato abbastanza in linea con Francia, Germania e Spagna. Quali vaccini sono stati usati finora? Oltre 920mila italiani sono stati vaccinati con il farmaco AstraZeneca. Questo dato dovrebbe tranquillizzare l'opinione pubblica. La decisione di sospendere l'inoculazione di una partita di questo vaccino è dovuta alle precauzioni che vengono prese quando accadono fatto gravi (come i due morti in Sicilia a 24 ore dalla inoculazione).

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Ma come è evidente dall'alto numero di dosi AstraZeneca somministrate in Italia (oltre che dai 30 milioni già usate in Gran Bretagna) si tratta di avvenimenti dolorosi per i singoli casi e sui quali è giusto investigare ma che non mettono in discussione la validità del prodotto e delle vaccinazioni in generale. L'AstraZeneca è una società anglo-svedese che ha dichiarato di non voler guadagnare nulla sul vaccino che infatti viene ceduto agli Stati a prezzo molto basso. Si tratta di un vaccino anche italiano perché é stato elaborato dall'Università di Oxford in collaborazione con la società Irbm di Pomezia e viene infialato, cioè immesso nelle fialette di vetro, presso un grande e ultrarobottizzato stabilimento che si trova ad Anagni, a un tiro di schioppo a Sud di Roma lungo l'autostrada del Sole. Ogni singola fiala - come prevede la legge - viene sottoposta a controlli rigorosissimi.

 

Vaccino Pfizer

Il vaccino anti Covid-19 più usato in Italia è sicuramente quello Pfizer-BioNtech. In Italia finora ne sono state somministrate finora 5.050.000 comprese le seconde dosi. Si tratta di un farmaco innovativo e abbastanza costoso ma difficile da utilizzare perché deve essere tenuto a bassa temperatura in speciali frigoriferi. E' frutto della collaborazione fra l'americana Pfizer e la tedesca BioNtech, una piccola società di ricerca fondata da due immigrati turchi.

 

L'altro vaccino autorizzato in Italia è quello dell'americana Moderna, tecnologicamente molto simile a quello Pfizer. Ma ne abbiamo a disposizione poche dosi e finora ne sono state somministrate solo 210 mila fiale. Una delle quali è andata al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

La campagna

La campagna vaccinale prosegue al ritmo di 200.000 dosi al giorno (ieri 198.500 di cui oltre 23 mila nel Lazio) che però non riescono ad esaurire le disponibilità di fiale. Nei frigoriferi delle Regioni, infatti, ad oggi  sono transitati 7,9 milioni di vaccini. Poiché le dosi utilizzate sono a stamattina 6,2 milioni vuol dire che ce ne sono ben 1,7 milioni ferme soprattutto nelle Regioni più lente a vaccinare come Sardegna, Calabria, Lombardia e Veneto. Una parte sono tenute come scorte per le seconde dosi che per Pfizer vanno inoculate dopo 21 giorni e per Moderna dopo 28. Ma le scorte non hanno senso per AstraZeneca la cui seconda dose va fatta a circa 3 mesi di distanza dalla prima. E invece a ieri risultato usate solo 920 mila fiale AstraZeneca sulle 2,2 milioni disponibili.

Detto in parole semplici: l'Italia potrebbe vaccinare almeno altre 50.000 persone in più al giorno senza nessuna difficoltà perché non è vero che non ci sono abbastanza vaccini.

 

Johnson&Johnson

Da aprile, comunque, la velocità di somministrazione cambierà radicalmente. Dovrebbe arrivare - ma non è noto in quali quantità nella prima fase - anche il vaccino Janssen dell'americana Johnson&Johnson anch'esso infialato in Italia ma monodose e conservabile in un semplice frigorifero. La società si è impegnata a fornire all'Italia 7 milioni di dosi nei 90 giorni fra aprile e giugno. Si tratterebbe di 70/80 mila fiale al giorno che consentirebbero di accelerare notevolmente i ritmi di vaccinazione. Che comunque saliranno perché Pfizer, Moderna e AstraZeneca da aprile saranno in grado di aumentare massicciamente le loro produzioni. E' assai probabile che da maggio buona parte delle vaccinazioni anti Covid-19 si faranno dal medico di base come quelle anti-influenzali. Il ministero della Salute ha infatti stanziato i fondi per pagare almeno 5 milioni di somministrazioni che saranno assegnate ai medici di famiglia.

 

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